Mentre dall'Agenzia ANSA riceviamo la notizia che la Regione Veneto sta operando fortemente sul fronte dell'edilizia popolare: lo ha detto il Presidente Luca Zaia, commentando il dato che nel 2011 ha visto quasi 56 mila famiglie italiane avere un provvedimento di sfratto per morosità, pari a +64% in 5 anni, abbiamo notizia che l'assessore veneto Massimo Giorgetti ha annunciato con soddisfazione l'avvenuta approvazione (da parte della Giunta regionale) del Progetto di legge "Norme in materia di edilizia residenziale pubblica".

Riforma delle Ater e dell edilizia residenziale pubblicaE mentre il Governatore Zaia dichiara che "bisogna fare pulizia ad alzo zero" e definisce "un'ottima collaborazione" quella della Regione con la guardia di finanza sul piano dei controlli perché "ci sono casi, non isolati, di chi utilizza case popolari ed ha redditi magari per comprasi una villa, una nota d'agenzia ci rivela che il Consiglio Regionale approverà (forse entro l'estate) una riorganizzazione attenta, ponderata e soprattutto rispondente alle esigenze di ammodernamento del patrimonio, di arricchimento delle funzioni svolte dagli Ater, di semplificazione delle procedure, di snellimento delle strutture operative, di contenimento dei costi, di reperimento di risorse, per fare in modo che l'azione della Regione sul fronte del 'bene casa' sia ancora più efficace e produttiva e garantisca un aiuto concreto, in un contesto di equità sociale, per quei nuclei familiari che ne hanno davvero bisogno".

Del resto non va dimenticato che alla Regione compete la programmazione ed il coordinamento delle politiche abitative nel territorio regionale attraverso l’attuazione di programmi di edilizia residenziale pubblica (e.r.p.) e di edilizia residenziale agevolata, finalizzati ad agevolare l’acquisto, il recupero o la costruzione della prima casa, nonché ad aumentare il numero di alloggi da cedere in locazione a canone calmierato.

E con queste nuove norme sarà previsto un più forte impegno nell'ambito del 'social housing', cioè degli alloggi a "canone concordato", per fornire una soluzione abitativa a quei nuclei familiari che non sono in possesso dei requisiti d'accesso per l'assegnazione di alloggi popolari, ma sono nel contempo impossibilitati a far fronte economicamente ai canoni di affitto proposti dal mercato libero.

l Disegno di legge approvato dall’esecutivo di Palazzo Balbi, infatti, che passa ora all’esame della competente Commissione consiliare e poi del Consiglio regionale, affronta sostanzialmente tre temi: il mutato assetto delle Aziende Ater, i cui organi gestionali vengono numericamente e drasticamente ridotti; le innovazioni in materia di funzioni e attività svolte dalle Ater stesse; le nuove regole per gli affitti.

Ing. Enzo Ritto
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