E’ questo il messaggio che lancia l’OICE, l’Associazione delle società di ingegneria e di architettura, aderente a Confindustria, dal convegno "L’ingegneria: motore di sviluppo; potenzialità e vincoli" che si è svolto ieri a Roma, all’auditorium dell’Ara Pacis, con il patrocinio del Comune di Roma.

Dal palco del convegno il presidente dell’Associazione, ing. Patrizia Lotti, anche in vista del recepimento delle direttive europee che imporrà una profonda riforma del Codice degli appalti pubblici, ha esposto i contenuti delle principali proposte OICE partendo dall’affermazione e rivendicazione del ruolo centrale del progetto e del progettista ai fini del perseguimento degli obiettivi di qualità dell’intervento e di efficienza della spesa pubblica: "Chiediamo che Governo e Parlamento tengano ben presente che un rilancio dell`ingegneria e, in generale, del settore delle costruzioni non può che passare per il rilancio di un principio troppe volte calpestato negli ultimi anni, che è quello della centralità del progetto e, aggiungo, del progettista che già venti anni fa era contenuto nella legge Merloni e che è stato troppe volte ignorato e calpestato, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti".

Per il presidente OICE, centralità del progetto significa, "rivedere le modalità di applicazione dell’appalto integrato, la cui liberalizzazione selvaggia del Codice De Lise ha messo in crisi progettisti e imprese, penalizzando la qualità e i tempi di realizzazione, e prevedere il pagamento diretto del progettista, poco tutelato nel rapporto contrattuale; occorre poi ricreare un vero e proprio mercato, sia ridefinendo il perimetro degli uffici tecnici delle Amministrazioni - che dovrebbero programmare e controllare e non progettare -, sia riportando soggetti che dovrebbero fare altro, come le università, ai loro compiti didattici e non imprenditoriali".

L’occasione del recepimento delle direttive europee sugli appalti pubblici dovrà essere utilizzata anche per rendere il settore dell’ingegneria più competitivo in ambito internazionale: "E’ nostra profonda convinzione che si è forti all’estero soltanto se si è forti in Italia; per questo occorre favorire la crescita di studi e società di ingegneria chiedendo un maggiore sforzo per strutturare una offerta adeguata a competere sia in Italia, sia all’estero, evitando di rincorrere anacronistiche richieste neocorporative che puntano a rendere ingestibili le gare di progettazione eliminando i requisiti di fatturato e di personale."

Infine, per l’OICE occorre rilanciare l’attività di vigilanza e controllo: "Abbiamo sempre creduto – ha concluso l’ing. Patrizia Lotti - nel ruolo dell’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici che, anche alla luce della flessibilità che le nuove direttive prevedono, deve essere rafforzata nelle sue funzioni di controllo sull’azione amministrativa, così come nell’attività di precontenzioso e di regolazione, in particolare attraverso i bandi-tipo".

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