Mentre il GSE comunica le tariffe incentivanti in conto energia per il fotovoltaico che entrano in esercizio nel 2010 (DM 19/02/2007), con una decurtazione del 4% rispetto alla tariffa incentivante base come aveva previsto l’articolo 6, comma 2 del medesimo decreto (-2% rispetto al 2009), continuano le prese di posizione sulla nuova bozza di conto energia proposta dal Ministero dello Sviluppo Economico (MSE) che dovrà entrare in vigore nel 2011.

Ridotti gli incentivi al fotovoltaicoLa nuova bozza di decreto, se ha avuto un riscontro positivo da parte di alcune associazioni per l’innalzamento della potenza incentivabile da 1.500 a 3.000 MW rispetto alla precedente proposta del MSE, viene invece criticata soprattutto per l’eccessivo taglio degli incentivi rispetto quelli del 2010. Comunque non è detto che questa sarà la versione finale che verrà portata alla Conferenza Unificata con le Regioni.

Ad esempio, per Assosolare la riduzione proposta del 25% delle tariffe sui grandi impianti “porterebbe il tasso interno di rendimento (TIR) di un progetto fotovoltaico ad una riduzione di circa il 40% rispetto ai valori del 2010”. Pertanto l’associazione ritiene che con un TIR che rischia di andare sotto la soglia del costo del debito, realizzare questa tipologia di impianti FV per i grandi investitori non sarebbe più conveniente. Per Assosolare questo taglio rendererebbe molto complesso il raggiungimento dell’obiettivo europeo al 2020 per la tecnologia (per il governo valutato in 8.500 MW).

Anche per Aper (Associazione Produttori Energia da fonti Rinnovabili) i tagli agli incentivi sarebbero fin troppo elevati. L’associazione in un comunicato afferma che questi non dovrebbero essere superiori ad un 4% annuo e considera la possibilità di avere un periodo transitorio tra il 2010 e il 2011 (vedi anche tariffe proposte dall’Aper). Per Assosolare, invece, un giusto compromesso per i grandi impianti FV sarebbe ridurre le tariffe non più del 14% rispetto alle tariffe 2010.

Entrambe le associazioni chiedono inoltre che sia confermato il premio del 10% per la sostituzione dell’amianto o eternit. Si chiede anche l’introduzione di specifici bonus per le serre fotovoltaiche (per favorire il settore agricolo nel meridione) e un’eguale tariffa incentivante riconosciuta agli impianti sugli edifici anche per tettoie e pensiline FV.

Molti sono i fattori da considerare per la determinazione della riduzione delle tariffe e per le diverse taglie di impianti. Innanzitutto l’andamento del mercato interno; ad esempio dovrà essere data una certa attenzione al rischio di bolla speculativa per le eccessive domande di grandi impianti al sud, ma anche alle difficoltà di allacciamento alla rete o di autorizzazione. E’ anche rilevante quanto sta avvenendo sul mercato globale delle materie prime, come il trend del prezzo del silicio che secondo alcuni analisti dovrebbe dimezzarsi nel 2010 rispetto all’anno precedente (35-40 $/kg) e di conseguenza quello dei moduli che continua la sua costante decrescita. Importante sarà poi valutare anche i cambiamenti delle incentivazioni di altri paesi, in particolare in quello che ha la leadership mondiale, la Germania (Qualenergia.it – Gli occhi sugli incentivi tedeschi al fotovoltaico).

E’ tuttavia fondamentale, così come chiedono le associazioni citate, che l’approvazione della revisione del conto energia, oltre alle linee guida su tutte le fonti rinnovabili, sia rapidissima per non rischiare di dare agli operatori altri elementi di incertezza che bloccherebbero nuovi investimenti in un mercato che oggi è al terzo o quarto posto nel mondo e che potrebbe anche iniziare intraprendere un discreto sviluppo del settore industriale.
Fonte: verdenergetica.greenenergysolution
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