La campagna "Riparte il futuro" conferma che sono disponibili 105 milioni di euro da utilizzare per salvare l'Area Archeologica di Pompei, patrimonio dell’umanità: sono soldi pubblici che l’Europa si attende che il Governo li spenda in modo trasparente entro la fine del 2015.
Pompei non è più soltanto a rischio quotidiano di crolli; se si perde quest'ultima occasione potremmo perdere definitivamente il grande patrimonio campano e l'apporto economico che vi determina l'alta affuenza turistica.

E' ormai risaputo che ci sono numerosi ostacoli che portano alla incapacità di spendere le risorse disponibili, derivanti da rischi di malaffare e corruzione, opachi intrecci societari e di infiltrazioni della criminalità organizzata. Ma su tutto questo regna il silenzio.

Nessuno ha accolto, con doveroso allarme, la relazione trasmessa al Parlamento dal generale dei Carabinieri Giovanni Nistri, direttore generale del Progetto Grande Pompei, il piano di azione che mira alla riqualificazione del sito archeologico entro dicembre del prossimo anno.

Una relazione che denuncia rischi di infiltrazioni e malaffare ma che rilancia anche proposte concrete, come quella della necessità che i cittadini possano conoscere e monitorare i lavori in corso, con la piena trasparenza e accessibilità a tutti i dati e le informazioni disponibili.

Per questo "Riparte il futuro" chiede a tutti i cittadini italiani responsabili che le commissioni Cultura della Camera e del Senato convochino immediatamente in audizione, con la massima pubblicità possibile, il generale Nistri affinché si apra un'ampia discussione pubblica sui risultati del suo lavoro.
Noi cittadini, possiamo e dobbiamo diventare custodi di questo patrimonio dell’umanità e di quei soldi pubblici: vogliamo che le gare di appalto che possono restituire Pompei alla sua straordinaria bellezza diventino un modello di trasparenza e di rispetto delle regole.

Facciamoci sentire subito dai componenti delle due commissioni e firmiamo la petizione pubblica. Per ogni firma arriverà loro una mail: non potranno fare finta di niente e dovranno ascoltare le nostre richieste.

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