Restaurare il contemporaneoLa DARC (Direzione generale per l’architettura del Ministero per i Beni Culturali) ha organizzato per il 19 settembre 2005 presso il MAXXI- Museo nazionale delle arti del XXI secolo (Via Giudo Reni, 2), una giornata di studio sul tema "Il restauro delle opere di Carlo Scarpa".

L’iniziativa si inserisce nel quadro delle attività promosse dal Comitato paritetico per la valorizzazione dell’intero patrimonio di Carlo Scarpa, istituito nel 2002 dal Ministero per i Beni e le Attività culturali e dalla Regione del Veneto.

Del Comitato fanno parte significative istituzioni culturali del Veneto, il Museo di Castelvecchio di Verona, il centro CISA Palladio di Vicenza, la Rocca di Monselice, l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia (IUAV), la Direzione generale della Cultura per la Regione del Veneto e, per il MiBAC, la DARC e la Soprintendenza ai beni architettonici e il paesaggio di Venezia.

La conservazione e il restauro del contemporaneo pongono numerosi problemi tecnici, che si stanno cominciando ad affrontare sistematicamente con studi, ricerche ed interventi mirati ad individuare soluzioni efficaci e durevoli.

In questo senso le opere di Carlo Scarpa, uno dei maestri del Novecento, rappresentano un caso emblematico.

La raffinatezza delle sue soluzioni, la continua ricerca sui materiali e sulla loro resa, l’uso della luce e dell’acqua e le diverse tecniche costruttive forniscono un eccezionale banco di prova per definire modalità di intervento capaci di contrastare il degrado rispettando i caratteri e le materie originali.

Negli interventi previsti, studiosi e ricercatori forniscono un bilancio delle conoscenze dello stato di conservazione del patrimonio scarpiano e delleesperienze già effettuate, secondo tre linee di riflessione: il restauro del contemporaneo e la ricerca (Mario Piana, Sergio Poretti),il ruolo delladocumentazione di archivio (Margherita Guccione, Erilde Terenzoni), la presentazione di alcuni importantirestauri a Venezia (Renata Codello), aPossagno nella Gipsoteca canoviana (Fernando Fiorino), a Verona nel Museo di Castelvecchio (Alba di Lieto).

Presentati e discussi anche i risultati del "Seminario internazionale sul restauro architettonico", organizzato dal centro CISA Palladio nel giugno 2004, a Vicenza e nel cimitero di san Vito di Altivole.
L’iniziativa ha fornito una prima valutazione dettagliata dello stato di degrado degli edifici e ha permesso di approfondire, attraverso la discussione teorica e l’indagine diretta sul monumento, gli aspetti progettuali, esecutivi e materiali dell’opera.

Per l’occasione sarà disponibile l’indice dell’inventario analitico dell’Archvio di Carlo Scarpa – progetto del cimitero Brion, San Vito d’Altivole e l’accesso al data-base dei disegni digitalizzati relativi a quest’opera e ai disegni per la Biennale di Venezia.


Relazioni istituzionali e Comunicazione DARC: Lorenza Bolelli
e-mail: lbolelli@darc.beniculturali.it
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