L'Agenzia del Territorio deve consentire l’accesso, con diritto di estrarre copia, alla documentazione sulla cui base è stata determinata la rendita catastale dell’immobile di proprietà dell'istante.

Rendita catastale dell immobile accesso ai documentiLa Seconda Sezione del TAR Lazio ha esaminato il ricorso da parte di un ricorrente in doglianza del silenzio serbato dall’Agenzia del Territorio, Ufficio Provinciale di Roma, sulla propria istanza volta ad ottenere l’accesso alla documentazione posta a fondamento della determinazione della rendita catastale dell’immobile di cui è comproprietario.

Il TAR ha accolto il ricorso precisando che in ragione delle finalità sottese alla disciplina sull’accesso, volta ad esaltare il principio della massima trasparenza della Pubblica Amministrazione, a cui tutta la legge n. 241 è informata, con individuazione dei relativi presupposti legittimanti costituiti dalla detenzione di un atto da parte dell’Amministrazione e dalla sussistenza di un interesse qualificato alla visione di esso, in funzione della tutela (non necessariamente giudiziaria) della posizione soggettiva del richiedente, deve essere riconosciuto il diritto del ricorrente alla ostensione della richiesta documentazione, in relazione alla quale sussistono i presupposti soggettivi legittimanti l’azione di accesso, rappresentati dall’esistenza in capo all’istante di un interesse qualificato – in ragione della comproprietà dell’immobile cui si riferisce la rendita catastale delle cui modalità di determinazione si intende avere contezza - e la rilevanza della richiesta documentazione per la tutela di una situazione giuridicamente rilevante di cui lo stesso è titolare.

Sussiste, quindi, un interesse qualificato ed una legittimazione ad accedere alla documentazione amministrativa richiesta trovandosi il ricorrente in una posizione differenziata ed avendo la titolarità di una posizione giuridicamente rilevante, che significa non titolarità di un diritto soggettivo o di un interesse legittimo - ossia posizioni giuridiche soggettive piene e fondate - ma di una posizione giuridica soggettiva anche meramente potenziale.

E' stato, quindi, riconosciuto con la sentenza in esame alla parte ricorrente il diritto all’accesso alla richiesta documentazione in quanto riconducibile ad un interesse attuale e concreto alla conoscenza di atti connessi alla tutela di situazioni giuridicamente rilevanti.

Fonte: TAR Lazio, Roma, Sez. II, sentenza 20.2.2013, n. 1892
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