Rendimento energetico in ediliziaDopo un vuoto legislativo di tre anni, è stato approvato il decreto del Presidente della Repubblica in materia di rendimento energetico degli impianti e degli edifici, quale regolamento per la definizione dei criteri generali, della metodologia di calcolo, dei requisiti di base relativi alla prestazione energetica negli edifici ed impianti termici per la climatizzazione invernale e per la preparazione dell'acqua calda per usi igienici sanitari.

Le disposizioni danno attuazione alle norme di recepimento della direttiva comunitaria in materia di efficienza energetica, consentendone l’applicazione immediata.

Claudio Scajola, Ministro per lo Sviluppo economico, al termine del Consiglio dei Ministri n.40 del 6 marzo scorso ha dichiarato:
"Con questo provvedimento, rendiamo concrete le possibilità di risparmio per tutti coloro che sostituiscono o installano un nuovo impianto termico o realizzano l’isolamento termico del proprio edificio. Positivo anche l’effetto sui prodotti ad alta tecnologia di tutte le imprese italiane del comparto delle costruzioni. Si potenzia, in tal modo, l’efficacia degli incentivi fiscali che, già nel primo anno di operatività, hanno registrato oltre 100.000 interventi, e sono quasi raddoppiati nel corso del 2008."

E' dal 2005 che sono state varate diverse normative a proposito di rendimenti energetici in edilizia, ma ad oggi non ci sono ancora le linee guida ufficiali per poter redigere l'ormai famoso certificato energetico.
Il Ministro Scajola ha dichiarato che presto sarà portato in in Consiglio dei ministri un intero "pacchetto" normativo che affronterà le linee guida per la certificazione energetica degli edifici ed i criteri di riconoscimento per assicurare la qualificazione e l’indipendenza degli esperti e degli organismi a cui affidare la certificazione energetica.

Il Dpr approvato (attuativo del Dlgs 192/2005, articolo 4 comma 1 ) è infatti uno dei tre decreti che il Governo è tenuto ad emanare per l'attuazione dei Dlgs 192/2005 e 311/2006 che recepiscono in Italia la Direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia.

Ma dobbiamo ancora attendere, infatti dal decreto si legge:
1. Entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, con uno o più decreti del Presidente della Repubblica, sono definiti:
a) i criteri generali, le metodologie di calcolo e i requisiti minimi finalizzati al contenimento dei consumi di energia e al raggiungimento degli obiettivi di cui all'articolo 1, tenendo conto di quanto riportato nell'allegato "B" e della destinazione d'uso degli edifici. Questi decreti disciplinano la progettazione, l'installazione, l'esercizio, la manutenzione e l'ispezione degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici, per la preparazione dell'acqua calda per usi igienici sanitari e, limitatamente al settore terziario, per l'illuminazione artificiale degli edifici;
b) i criteri generali di prestazione energetica per l'edilizia sovvenzionata e convenzionata, nonchè per l'edilizia pubblica e privata, anche riguardo alla ristrutturazione degli edifici esistenti e sono indicate le metodologie di calcolo e i requisiti minimi finalizzati al raggiungimento degli obiettivi di cui all'articolo 1, tenendo conto di quanto riportato nell'allegato "B" e della destinazione d'uso degli edifici.

Intato diverse regioni e province non sono state ferme ed hanno provveduto a legiferare in materia, e quindi, nell'affollato panorama legislativo italiano, è concreto il rischio che ci possa essere una confusione tra le Linee Guida adottate a livello nazionale e quelle emesse a livello locale (regionale e/o provinciale).

Arch. Lorenzo Margiotta
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