Il Servizio Studi – Dipartimento ambiente della Camera dei deputati, in collaborazione con l’istituto di ricerca CRESME, ha predisposto un dossier in merito alla stima e alla verifica dell’impatto economico delle detrazioni fiscali per il recupero e la ristrutturazione edilizia,
nonché la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio.

Il rapporto, presentato da Lorenzo Bellicini del Cresme, alla commissione Ambiente di Montecitorio, ha fornito dati estremamente favorevoli stimando in positivo sia le conseguenze economiche per lo Stato e sia l'impatto occupazionale delle agevolazioni.

"I dati – ha dichiarato Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente – confermano l'importanza di affrontare la crisi rilanciando l'edilizia legata alla riqualificazione energetica e al consolidamento antisismico del patrimonio esistente, come peraltro richiede anche l'Unione europea".
"È necessario però passare dall'uso di strumenti anche efficaci, come gli sgravi fiscali, a una politica organica che abbia un coordinamento fra competenze istituzionali oggi frammentate e altri elementi al proprio interno: la revisione del patto di stabilità interno per gli
investimenti pubblici, l'uso dei fondi Ue in funzione dell'efficientamento energetico, un piano di messa in sicurezza antisismica e di efficientamento energetico di edifici pubblici, a partire da scuole e ospedali".

Le predette agevolazioni per interventi di recupero edilizio e riqualificazione energetica hanno dispiegato i propri effetti positivi (nel mercato dal 1998 al 2013) creando investimenti tali da valere più di un punto di Pil nazionale per il solo 2013 (quasi 19 miliardi di euro).

Ma il presidente Realacci ha anche affermato che "è necessario non solo prorogare, ma anche stabilizzare e rendere più efficienti gli ecobonus per il risparmio energetico in edilizia e per gli interventi di consolidamento antisismico".

Il Documento n. 83, del 26 novembre 2013, è scaricabile: http://documenti.camera.it/Leg17/Dossier/Testi/AM0051.htm

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