Sul proprio sito, l'ISTAT pubbliga il volume dedicato al primo Rapporto UrBes che nasce dalla collaborazione con i comuni capofila delle 14 città metropolitane che hanno cooperato per disegnare i primi contorni della mappa della qualità della vita nelle realtà urbane e metropolitane del Paese.

Il concetto di benessere cambia però secondo tempi, luoghi e culture e, quindi, non può essere definito semplicemente in base a uno schema teorico. Inoltre, le ricerche svolte in questo campo ci dicono che, allo stato attuale, non esiste un unico indicatore statistico capace di rappresentare appieno lo stato di benessere di una società ma che bisogna fare riferimento ad una pluralità di misure.

Il nucleo centrale del Rapporto è costituito dai capitoli redatti dai Comuni, con i quali si è voluto fornire una prima descrizione delle tendenze e dei livelli di benessere nelle città italiane, applicando in termini omogenei i concetti e le metodologie del Bes.

Ogni città aderente al progetto ha fornito i dati che la riguardano, in modo da dare una rappresentazione multidimensionale dello stato del benessere nella propria realtà locale e delle linee di evoluzione che si sono manifestate nel periodo dal 2004-2012, includendo anche la crisi economica iniziata nel 2008.

Questo primo rapporto è stato pensato in termini molto agili, una sorta di “numero zero” di una nuova serie da dedicare al tema, proprio perché rappresenta il primo passo di un percorso progettuale più ampio.
Dopo la pubblicazione del rapporto, infatti, sarà necessario organizzare tavoli di confronto in cui riflettere in profondità su cosa voglia dire misurare il benessere nelle città.

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