E' intenzione del governo chiedere il riconoscimento della flessibilità alla Commissione europea per un piano di investimenti straordinario di messa in sicurezza e manutenzione della rete infrastrutturale italiana.

Il crollo del Ponte Morandi a Genova, ha tragicamente dimostrato come sia un problema che deve essere affrontato con urgenza.

Lo ha spiegato il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, in audizione sulla Nota al Def di fronte alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato.

Intanto sono stati resi noti i dati contenuti nel Rapporto 'Infrastrutture strategiche e prioritarie- Programmazione e realizzazione', elaborato dal Servizio Studi della Camera in collaborazione con l'Autorità nazionale anticorruzione e l'istituto di ricerca Cresme.

Tale rapporto intende fornire un quadro della programmazione infrastrutturale e della realizzazione delle opere e degli interventi con l’aggiornamento dei dati al 31 maggio 2018.

Il rapporto, la cui presentazione si svolge all’inizio della XVIII legislatura, analizza pertanto l’evoluzione della programmazione infrastrutturale alla luce delle modifiche del quadro normativo e delle scelte adottate nella precedente legislatura.

Secondo il Servizio Studi della Camera per le infrastrutture strategiche servono al Sud 48 miliardi.
In totale sono da finanziare opere per circa 317 miliardi di euro, di cui 166,3 miliardi solo per quelle prioritarie.

Tra le opere strategiche prioritarie il 15,8% riguarda i sistemi urbani (26,3 miliardi) e in particolare i sistemi di trasporto rapido di massa nelle regioni Piemonte, Lombardia, Toscana, Lazio, Campania e Sicilia (24,6 miliardi).

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