Dopo la conversione in Legge (n.27 del 24 marzo 2012) del "Decreto liberalizzazioni - DL 1/2012" il Consiglio Nazionale degli Architetti (CNA) ha inviato una Circolare in merito alle modalità di redazione del contratto che regolamenta i rapporti professionali. Infatti le nuove disposizioni, approvate e poi convertite dal Parlamento, hanno modificato le consuetudini contrattuali tra il professioniista e il committente.

Rapporti contrattuali tra architetto e clienteQuesta una piccola sintesi.
La nuova norma stabilisce che il compenso è pattuito tra cliente e architetto sulla base dì parametri che gli stessi liberamente concordano, dovendo il professionista rendere noto al cliente:
- il grado di complessità dell'incarico;
- la previsione clei costi fino alla conclusione dell'incarico stesso;
- gli estremi della polizza di RC professionale con relativi massimali.

Deve essere quindi redatto un contratto in forma scritta che descriva l'incarico professionale e ne stabilisca il compenso, riservandosi di rimodularlo in caso di eventuali varianti successive o di maggiori oneri che dovessero insorgere per cause esterne impreviste ed imprevedibili all'atto dell'affidamento o di forza maggiore; anche questi successivi eventuali nuovi oneri dovranno essere esplicitati in forma scritta;

L'importo è stabilito sulla base di parametri espliciti che il professionista concorda con il cliente e, sulla base delle ultime modifiche, non ci sono limiti nella scelta dei parametri.
Ma a titolo esemplificativo, scondo le indicazioni del CNA:
- costo orario relativo alle prestazioni di rilievo;
- costo orario relativo alla produzione grafica necessaria allo svolgimento della prestazione;
- costo orario relativo alla definizione e stesura della progettazione nelle sue varie fasi;
- costo orario relativo allo svolgimento della direzione e contabilizzazione dei lavori (desumibile dal tempo assegnato all'impresa per l'esecuzione dei lavori);
- costo a forfnit da integrarsi con l'utile, in maniera dettagliata ed analitica con, ovvia, aggiunta delle spese (a forfait o a piè di lista).

Non è escluso che per la determinazione del quantum il professionista possa attingere alla ex tariffa professionale per i lavori privati o pubblici, da utilizzare, ovviamente, solo come termine di valutazione senza necessariamente utilizzarne tutte le voci od i valori indicati.
Appare del tutto ragionevole che possano essere utilizzati, quindi, quei parametri usualmente utilizzati fino ad oggi, così come nuovi parametri liberamente scelti purché resi chiari al cliente.

In caso di contenzioso il giudice si esprime, anche sentito l'Ordine professionale (altra modifica alla norma del DL 1/2012), anche sulla base delle ex tariffe per i 4 mesi successivi alla pubblicazione della Legge e, poi, sulla base di nuovi parametri sostitutivi adottati dal Ministero della Giustizia, per quanto non previsto esplicitamente dal contratto.

E' fatto divieto agli Ordini professionali di indicare un unico parametro per le prestazioni professionali - che verrebbe considerata una via surrettizia per reintrodurre le tariffe - così come di indicare una unica tipologia contrattuale.
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