Livelli anomali di radioattività (ma comunque elevati) sono stati accertati a Sellafield, impianto nucleare per il ritrattamento del combustibile fossile situato a pochi chilometri da Seascale, nell'Inghilterra nord-occidentale.

La compagnia energetica pubblica 'Bnfl', che gestisce il complesso, ha reso noto che, a titolo "prudenziale e cautelare", si è deciso di mantenere la normale operatività dei soli "lavoratori essenziali", perché le radiazioni risultano superiori alla norma, anche se ben "al di sotto di adozioni di qualsiasi contromisura".

In realtà la centrale è stata parzialmente chiusa, con personale rimasto a casa. Sul luogo restano soltanto i tecnici, al lavoro per riportare l’impianto al normale funzionamento.
La centrale di Sellafiled è l’impianto per l’energia atomica più vecchio e più grande d’Europa, non più attivo da tempo, e utilizzato attualmente solo per riprocessare il combustibile nucleare usato.
Non sarebbero, quindi, state registrate delle fuoriuscite di radioattività, e secondo le autorità, al momento, la situazione sarebbe completamente sotto controllo.

Da quanto si è appreso, infatti, la parziale chiusura della centrale nucleare è stata disposta dopo che uno dei 20 monitor che controllano il sito ha rilevato un livello di radiazioni sopra la norma. Per questo allarme, comunque, onde evitare ogni rischio di contaminazione nucleare, nell'area a nord dell’impianto è stato individuato un perimetro di sicurezza, all'interno del quale vengono controllati tutti gli edifici.

Emilio Santoro, ricercatore dell’Enea, così ha commentato la notizia all'ANSA:
"Al momento non sono stati divulgati i valori relativi ai livelli di radioattività, ma poiché tutte le operazioni eseguite in impianti simili devono seguire un rigido protocollo si può ipotizzare che, sebbene elevato, il livello di radiazioni sia comunque inferiore a quello che obbliga ad evacuare la zona. Sulle cause sono possibili soltanto ipotesi in questo momento. Una delle più probabili è il rilascio locale di materiale radioattivo, ma è anche possibile che all'interno dell’impianto sia avvenuta un’operazione errata."

L’esperto, comunque, sente di poter escludere un incidente vero e proprio, e condivide che al momento non ci sarebbero pericoli né per i tecnici impegnati nelle operazioni, né per gli abitanti della zona, dato che la centrale non è più in funzione da tempo.

Ing. Enzo Ritto

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