Ai margini del giardino zoologico di Parigi è il nuovo museo della Fondazione Louis Vuitton, progettato dall'architetto Frank Gehry con STUDIOS, per raccogliere la collezione d'arte contemporanea del magnate Bernard Arnaud.

Le intenzioni di Frank Gehry, da lui dichiarate, erano quelle di realizzare un museo che sembrasse una "una vera e propria nave tra gli alberi": in pratica forse solo vele al vento?
In effetti è ciò che si può percepire dal suo primo schizzo.

Forse questa era la vera idea, ma come realizzarla? Ovviamente con la trasparenza del vetro...ma come? Era sì una vera e propria sfida architettonica, ma.....
Il risultato dell'edificio ideato da Gehry lascia molto a desiderare. Voleva essere la materializzazione di un vero gesto creativo, unico, innovativo, e invece.....

Si è letto che "il grande architetto" ha fatto numerosi modelli in legno, plastica e alluminio, "giocando con linee e forme", e meno male, visto che in altre occasioni ha giocato con fogli di carta appallottolati.

A molti piace il suo approccio progettuale perché...è un gioco? perchè è un artista che sogna fantasie architettoniche? perchè si avvicina alla costruzione senza pensare a costruire?...forse.

Sta di fatto che questa volta, pur ripetendo ormai un suo stilema obsoleto, non ha raggiunto lo scopo: voleva essere una "distribuzione di volumi che sfidano le nuvole" e invece si è rivelato un baccello di leguminose (ma di vetro) che nasconde all'interno pochi semi.
Del resto, a fronte di una superficie totale dei 3600 pannelli in vetro curvo (le famose vele) di circa 13.500 metri quadrati, ci si deve accontentare di una ben minima area a spazi museali di soli 3850 metri quadri.

La multinazionale beni di lusso francese, LVMH Group (di Bernard Arnaud), ha annunciato che il tanto atteso Fondation Louis Vuitton Pour la Création si aprirà il 27 ottobre.

Il collezionista Bernard Arnault ha dichiarato anche di aver stanziato 100 milioni di euro per l’apertura del nuovo spazio della Fondation Louis-Vuitton Pour la Création, dedicato all’arte contemporanea.

Penso proprio che siano stati spesi malissimo.

Arch. Maria Luisa Gottari

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