Certamente non sono le stupende ma stranianti, deserte, piazze di De Chirico, oppure la rinascimentale Città Ideale ad ispirare il gruppo di architetti, paesaggisti, urbanisti, sociologi e psicologi che, organizzati dal Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano, in collaborazione con ARCHxMI e con l'Associazione Interessi Metropolitani e con il supporto e patrocinio di Assoedilizia e dell’Ordine degli Architetti della provincia di Milano, ha deciso un ciclo di quattro incontri dal titolo "Osservatorio Metropolitano - Dibattiti per lo sviluppo e la promozione di una nuova qualità urbana" ospitati in Assoedilizia. Coordinatori Alberico Belgiojoso, Carlo Berizzi, Gianni Verga.

Il primo di questi incontri ha avuto quale tema “- Qualità urbana, progettazione urbana” coordinatore Gianni Verga, relatori Alberico Belgiojoso, Enrico Maria Tacchi, Felice Perussia.
Il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici nel suo saluto all'inizio del ciclo di conferenze ha detto: «Volentieri e con interesse ospitiamo questa serie di incontri organizzati da Ciam, ArchxMi e AIM sui temi dell'urbanistica.

Oggi si impone un nuovo approccio culturale sui temi dell'urbanistica e sui temi alla stessa connessi, quali:
- Economia – Sociologia - Ecologia e Ambiente - Arte e Storia – Turismo, ma anche - Progresso e Tecnica.
Un new deal culturale che si ponga nell'ottica non di un Paese arretrato che cerchi di sopravvivere, ma di un Paese moderno che cerchi di competere.

In tutti questi anni la visione urbanistica è stata condizionata da preconcetti che hanno impedito alla politica di conciliare tradizione e progresso, valori territoriali, cioè bellezza ed economia.
In fondo, a ben guardare, molti dei problemi dell'odierna urbanistica dipendono dall'assenza di una vera politica del territorio, generata da questa incapacità.
Di conseguenza il nostro è sempre stato il Paese degli eccessi, delle opposte misure: mai una via di equilibrio.
Dall'eccesso di tutela all'eccesso di permissivismo.

Vogliamo qualche esempio? Per non dire della storica prevenzione nei confronti della locazione abitativa privata, che ha prodotto i ben noti danni, ricordiamo che in nome del mantenimento della tradizione abbiamo optato per la conservazione acritica del manufatto edilizio contro ogni logica economica, ma anche sacrificando la sicurezza dell'edificato. E che dire poi della prevenzione verso la costruzione in altezza, contro ogni logica di interesse sociale ed economico? Solo ora ci accorgiamo di aver consumato una quantità smisurata di suolo.

Voglio ricordare. Le bellissime pagine dettate da Romano Guardini nelle sue " Lettere dal lago di Como". Briefe vom Comer See.
Guardini, filosofo esistenzialista cattolico tedesco, di origine italiana (occupava la cattedra di filosofia di Heidelberg, nell’Università dove aveva insegnato Immanuel Kant ), nelle sue lettere scritte in tedesco nel 1959, osservando il dolce e armoniosamente classico paesaggio del comasco ('vedevo un campanile e accanto una ciminiera'), e ricordando quello tedesco, occupato da capannoni e fabbriche, immagina lo snaturamento cui andrà incontro una volta sottoposto alle trasformazioni derivanti dal progresso tecnico.

E vede tutto il contrasto tra il progresso e il paesaggio, tra la tecnica e l'ambiente.
La sua risposta non è sulla linea di Bernard Berenson il quale paradossalmente diceva: “l'Italia sarà bella sinché sarà povera”. In fondo auspicando il permanere di una condizione di arretratezza economica, ma, alla fine, anche culturale. Poiché' si trattava di un vero e proprio appello a remare contro il progresso.
Guardini non è di quest’ avviso. La sua idea, espressa nella nona lettera, è quella che l'uomo si debba adoperare per "umanizzare la tecnica" rifiutando i compromessi che portino a snaturare la terra, per ottenerne uno strumento viceversa per "umanizzare la terra".
In questo passaggio la bellezza si trasforma e si perpetua.
E' questo il compito della nostra politica, ma ancor prima, della nostra cultura. E il nostro compito è quello di muovere in campo culturale per propiziare questo passaggio.»

Giovanni Verga

Secondo Gianni Verga “negli anni ’90 Milano sembrava avviata verso un declino irreversibile. Oggi è la città leader in Italia e questo ruolo la legittima a proporre al Paese una politica per le città al centro delle quali deve esserci la qualità urbana”.
I seminari vogliono operare un approfondimento delle diverse questioni che stanno alla base delle discussioni e delle proposte su Milano e l'Area Metropolitana: Bellezza e Qualità Urbana, operazioni di diverso tipo di corso, PGT, Regolamento Edilizio, Grandi Interventi, ecc.; i criteri che si adottano, le loro motivazioni; come funzionano nella realtà le diverse azioni che si intraprendono.

Ciò intende essere una iniziativa utile per le istituzioni professionali e culturali, un contributo al miglior funzionamento delle iniziative e dei "meccanismi urbani" e alla verifica di PGT e Regolamento Edilizio. Quali relatori sono stati scelti professionisti particolarmente esperti, in un ampio quadro multidisciplinare.

Alberico Belgiojoso

Alberico Belgiojoso, professore e presidente dell’Associazione Architetti per Milano, ha analizzato la realtà urbana di Milano e gli interventi necessari per il suo armonico futuro. Al centro, sempre, i suoi abitanti: “Nel mondo anglosassone – ha detto – ogni progetto urbanistico è prima sottoposto al parere dei residenti. Anche noi dobbiamo chiedere loro come vedono la città. La città non è solo edifici, verde, piazze, strade, monumenti, illuminazione, traffico, è anche economia, ecologia, sociologia, psicologia.
Non si tratta quindi di dare indicazioni progettuali, quanto di coordinare tutti gli attori del processo urbano assieme a pubblica amministrazione, residenti, proprietari, negozianti. Tenendo presente che la città si modifica continuamente; assicurandoci che le norme diano i risultati previsti, non risultati opposti. In particolare il Piano di Governo del Territorio deve fornire le linee guida per la città che si vuole: per me Milano è la città dell’arte della trasformazione”. Belgiojoso ha concluso la sua esposizione indicando, con l’aiuto di diapositive, i grandi snodi cittadini sui quali intervenire: centro storico, Monumentale, Cerchia dei Bastioni, Cintura Ferroviaria, periferie.

L’anima della città è stata oggetto degli interventi del sociologo dell’ambiente e del territorio ed architetto Enrico Maria Tacchi, docente all’Università Cattolica di Brescia che in un interessante excursus ha preso in esame l’evoluzione delle conurbazioni dalle città-stato greche alle smart cities del XXI secolo: confermando l’ipotesi che le soluzioni proposte per migliorare la qualità della vita si basano sempre su giudizi di valore, anche se talvolta impliciti. È auspicabile allora che la ricerca scientifica non rinunci a porsi anche questioni di natura teleologica, assumendo le proprie responsabilità etiche, deontologiche e sociali. Mentre Felice Perussia, docente di Psicologia nell’Università di Torino – presso cui, tra l’altro, ha fondato la Facoltà di Psicologia – ha trattato il comportamento dell’abitante metropolitano che risponde sempre a precise regole (un esempio: osservando, con la più evoluta tecnologia fotografica, il transito in piazza Duomo si è accertato che i passanti percorrono degli ideali "tratturi", cioè prevalentemente i medesimi itinerari, quasi fossero guidati da invisibili binari).

I successivi seminari

I successivi seminari saranno:
. 8 maggio 2018 ore 18:00 - Metodo e questioni operative per la città metropolitana. Coordinatore Carlo Berizzi. Relatori Pier Giuseppe Torrani, Maurizio Cabras, Andrea Villani.
. 12 giugno 2018 ore 18:00 - Le logiche immobiliari. Come operano e come guidarle. Coordinatori Gianni Verga/Eugenio Radice Fossati. Relatori Achille Colombo Clerici, Guido Iannoni Sebastianini, Vincenzo Albanese.
. 10 luglio 2018 ore 18:00 - Esperienze e modelli seguiti in altre città. Coordinatore Alberico Belgiojoso. Relatori Giovanna Fossa, Carlo Valtolina, Massimo Recalcati.

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