Il Consiglio comunale di Bari ha approvato (con appena 18 voti favorevoli del centrosinistra) una tanto discussa delibera di adeguamento del Piano regolatore generale al Piano urbanistico per il Paesaggio.
Con un emendamento presentato dalla maggioranza, a firma del sindaco Emiliano, sui famosi terreni della vasta area Punta Perotti si potrà ora di nuovo costruire... ma moderatamente.

Stiamo parlando dell’area su cui sorgeva il cosiddetto ecomostro, cioè lo scheletro al rustico (perchè opera di costruzione bloccata molto in ritardo) di due palazzi che sorgevano dove ora si trova il parco di Punta Perotti. I rustici, ritenuti abusivi senza che nessuno avesse sbagliato, furono confiscati e abbattuti nel 2006.

Lo stesso architeto Renzo Piano, all'epoca dei fatti leggermente interessato della situazione, aveva sempre dichiarato che "il piano particolareggiato era stato approvato" e "i permessi erano già stati dati".

Dopo varie indagini nessuno è stato condannato ma l’abbattimento dei due fabbricati al rustico ha dato vita a una serie di contenziosi giudiziari tra Comune e imprese costruttrici, finiti davanti alla Corte europea dei diritti dell'uomo.
La decisione di quest’ultima ha poi restituito i suoli ai proprietari e non solo: lo Stato italiano è stato condannato a un risarcimento multimilionario (attualmente sono 52 milioni di euro).

Ad essere più precisi però, con quest'ultima delibera comunale l’area del Parco di Punta Perotti è stata dichiarata inedificabile, ma sembra a tutti evidente che la sostanza si concretizzi con un compromesso urbanistico solo per evitare nuove battaglie giudiziarie con i proprietari dei suoli e i legittimi diritti dei costruttori.
Infatti ora si potrà dare attuazione ad un progetto di riqualificazione dell'area (già presentato dal novello Consorzio Parco Perotti, appositamente costituito tra le società Sudfondi e Mabar, proprietarie dei suoli).

Il parco urbano resta per circa 200mila metri quadri ma si può avviare la realizzazione di nuovi edifici. La differenza consiste nel fatto che le costruzioni saranno più basse rispetto a quelle realizzate in precedenza.

Lorenzo Margiotta

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