L’ordinamento italiano prevede, anche in correlazione con apposite indicazioni di direttive e regolamenti europei, diversi strumenti di pianificazione/indirizzo in materia energetica, tra i quali un istituto denominato (SEN) "Strategia Energetica Nazionale".

Prossima l emanazione della Strategia Energetica NazionalePiù in dettaglio, va ricordato che l’art. 7 del decreto-legge 112/2008, convertito dalla legge 133/2008, aveva attribuito al Governo il compito di definire una “Strategia energetica nazionale” (SEN) intesa quale strumento di indirizzo e programmazione a carattere generale della politica energetica nazionale, cui pervenire a seguito di una Conferenza nazionale dell’energia e dell’ambiente.

Lo scopo era di indicare le priorità per il breve ed il lungo periodo per conseguire, anche attraverso meccanismi di mercato, gli obiettivi della diversificazione delle fonti di energia e delle aree di approvvigionamento, del potenziamento della dotazione infrastrutturale, della promozione delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica, della realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare, del potenziamento della ricerca nel settore energetico e della sostenibilità ambientale nella produzione e negli usi dell'energia.

La originaria versione della norma sulla “Strategia energetica nazionale” del 2008 menzionava espressamente, tra le diverse fonti di energia su cui puntare, anche l’energia nucleare. Tuttavia tre anni dopo vi è stato un mutamento di orientamento del Governo, anche a seguito dell’incidente giapponese di Fukushima, e il decreto-legge 34/2011 ha abrogato tutte le norme del 2008-2010 in materia di energia nucleare, mentre a sua volta l’articolo 5, comma 8 della legge 75/2011, che ha convertito con modificazioni tale decreto-legge, ha dettato una nuova formulazione della norma sulla “Strategia energetica nazionale”, depurata da riferimenti all’energia nucleare.

In previsione della Strategia Energetica Nazionale, oggetto di consultazione nei prossimi giorni, si ricevono anche alcune considerazioni da parte della Federazione Ascomac Cogena, a favore di uno sviluppo sostenibile.

“Lo sviluppo dell’efficienza energetica nel nostro Paese, fortemente in ritardo, è la condizione necessaria per essere all’altezza delle sfide nell’immediato futuro: la salvaguardia dell’ambiente da una parte e il superamento della crisi economica dall’altra. Due fattori che fino ad oggi hanno viaggiato su binari paralleli mentre soltanto dal loro connubio si può raggiungere l’obiettivo di una crescita lungimirante ed ecocompatibile.
Proprio per questo serve una strategia che valorizzi la generazione distribuita di energia, unitamente alle reti energetiche, come obiettivo, modello di sviluppo e, nel contempo, strumento di valorizzazione della produzione anche del consumo:  in sintesi impianto/rete, entrambi normati e regolati in modo sostenibile, come incontro tra domanda e offerta”.
Lo ha dichiarato il Segretario Generale di Ascomac Cogena Carlo Belvedere in attesa dell’approvazione della Strategia energetica nazionale che, secondo indiscrezioni di stampa, verrà emanata nelle prossime settimane.

“Questo significa fare un passo avanti verso la generazione/consumo di energia sia termica che elettrica intelligente perché intelligente deve essere  la vision a favore di una sostenibilità del sistema intesa non più solo come necessità ma come opportunità di sviluppo consapevole. Tutto ciò consente di superare finalmente l’ottica degli incentivi come buon affare e ragionare, invece, sul benessere del cliente finale a partire dalla produzione, autoproduzione e consumo di energia attraverso il trasferimento a pluralità di soggetti interessati al miglioramento dell'efficienza energetica in modo ecosostenibile ed ecocompatibile."  
“Bisogna puntare  sull’investimento in tecnologia efficiente, e in particolare sulla cogenerazione, un sistema alternativo ad alta efficienza che permette di ridurre i costi di approvvigionamento energetico. Occorre liberalizzare la sostenibilità rinnovabile, efficiente, diffusa e avviare un sistema per il quale le fonti rinnovabili non siano un costo, ma una seria e sempre più necessaria opportunità di sviluppo economico, occupazionale ed infrastrutturale”.

“Tanto si è fatto - ha concluso Belvedere - ma molto di più si deve fare a partire dalla Strategia Energetica Nazionale e dal Piano straordinario di efficienza energetica, perché da mera enunciazione di principio, diventino Vision, Obiettivo, Indirizzo, Guida a favore del Cliente Finale Italia. Bisogna, dunque, facilitare l’attuazione dell’efficienza energetica unitamente alla sensibilizzazione del cliente finale (imprese, famiglie, pubblica amministrazione), perché sappia investire in questo tipo di tecnologia sicura, efficiente, guardando al futuro”.

Secondo Ascomac Cogena la politica di promozione e sostegno - normativo, tecnico, economico, fiscale, – della generazione distribuita si basa sulle reti intelligenti capaci di “programmare” sia la generazione/consumo per il fabbisogno in sito, dall’accensione della lampadina alla ricarica del veicolo elettrico nel cortile condominiale, sia l’accesso alla rete con obbligo di connessione di terzi. In confronto alle centrali elettriche, la cogenerazione può essere realizzata in impianti di generazione di calore ed elettricità per grandi strutture (ad es. ospedali, alberghi ecc.) ma anche per i centri urbani.

Arch. Maria Luisa Gottari
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