“Assoedilizia ha sempre dimostrato una grande attenzione alle questioni dell'estetica in se', del decoro della città, ma anche della stessa buona e saggia amministrazione dell' estetica urbana (sotto il profilo della progettazione - rispetto dei luoghi sul piano filologico; della funzionalità- rispondenza a effettivi bisogni collettivi; della economicità degli interventi )”.

Questa la premessa del presidente Achille Colombo Clerici alla conferenza, tenutasi con grande partecipazione di pubblico, “Il Colosseo verde a Milano - Riflessioni utili su sponsor e gestione dei beni culturali nel nuovo codice” promossa a Milano dal Centro Artistico Alik Cavaliere nell'ambito delle Giornate europee del Patrimonio Culturale 2017, dedicate al tema "Arte e Natura ".

Il progetto dell’Amphitheatrum naturae, fortemente voluto dalla Soprintendenza archeologica delle belle arti e del paesaggio, permetterà all’area archeologica romana di Milano di rivivere grazie alla creazione di un giardino ellittico di circa 22.400 metri quadri che ricalca la pianta dell’antico anfiteatro distrutto dai Goti alla fine del quarto secolo.

da sin. Pierluigi Mantini, Marco Dettori, Valentina Sessa, Achille Colombo Clerici, Carlo Bertelli

“ Non intendo solo riferirmi - ha proseguito. Colombo Clerici - al pluridecennale impegno sul tema degli imbrattamento dei muri, ( un impegno cominciato già dagli anni Ottanta del secolo scorso ) – ha continuato Colombo Clerici - : un tema sul quale c’è stato un forte equivoco di base, a cominciare dalla definizione di "graffiti" che faceva supporre un sottostante contenuto culturale.

Un problema, quello degli imbrattamenti che, vedi caso, interessa, più di ogni altro, questo quadrante della città.

“Intendo riferirmi ai grandi progetti di riqualificazione ( talvolta di bonifica urbana), di valorizzazione di intere zone della nostra città, alla luce dell'esigenza di modernizzazione, ma anche di valorizzazione ambientale e storica.

“All' indomani dell' insediamento a Milano nel 2006, come assessore alla cultura, di Vittorio Sgarbi, ricordo che gli organizzammo un tour pedonale in città, cominciando proprio da questi luoghi, dalla città romana, la città del Palazzo imperiale, del Circo.

“Le porte dei cortili, ma anche quelle dei palazzi che rimangono chiuse in occasione della giornata del Fai, si aprirono alla nostra visita: la pubblica amministrazione entrò per la prima volta in luoghi riservati e sconosciuti, che non ricevevano visite ufficiali di organi pubblici da più di cinquant'anni.

“C'era un grande entusiasmo: ne scaturì, come azione politica, un piano di "rivoluzione culturale nel campo dell' estetica della città "per ordinare, sistemare, ripulire alcuni luoghi eminenti della città come simboli di un più radicale progetto del cosiddetto arredo urbano: un progetto di "etica dell'estetica cittadina", quasi a sottolineare le responsabilità non solo dell'amministrazione, ma della società organizzata, che indica ragioni più alte nella difesa dei simboli della città rispetto ad alcuni progetti che sembrano rispondere soltanto a esigenze pratiche.

“Cominciando proprio con la Milano romana - che è rappresentata da quella parte di città che è stata la capitale dell'impero dal 286 al 402 dopo Cristo - e con le vie medievali dove sorgono alcune eleganti dimore storiche.

“Ho parlato di buona e saggia amministrazione della estetica: che significa una azione amministrativa che non prescinda da ragioni economiche, ma che da queste non si lasci travolgere.

“Nell'ottobre del 2008 il Governo, sotto la spinta di motivi di economia anticiclica, varò un decreto legge che prevedeva la possibilità che gruppi di cittadini, non meglio qualificati, attivassero dei cosiddetti microinterventi di arredo urbano, intervenendo su beni di proprietà pubblica mediante progetti assistiti dal principio del silenzio assenso e con agevolazioni finanziarie.

Uno snaturamento di principi giuridici e di saggia amministrazione pubblica Un' idea che venne bloccata solo grazie al nostro deciso intervento contrario.

“Ecco, questo è il senso che intendiamo dare alla nostra valutazione di buona amministrazione estetica. Molta prudenza e ponderatezza nelle iniziative che tocchino la struttura estetica della città, soprattutto quando si tratti di interventi irreversibili che coinvolgano aspetti architettonici e naturali che ne intacchino l'immagine simbolica .

Insomma niente svolazzi e fughe in avanti irresponsabili.

“Abbiamo assistito negli anni ad un continuo susseguirsi di proposte e progetti disparati che riguardano l'assetto del Duomo e della Piazza.


“Quanti progettisti vorrebbero o avrebbero voluto "firmare" piazza del Duomo.
Il Comune di Milano si è presa la briga di raccogliere solo i progetti di ritocco del Duomo. Ne è uscito un volume di oltre un centinaio di pagine, che tengo gelosamente nella mia biblioteca a testimonianza di questa, diciamo, foga professionale.

“Il progetto del Colosseo Verde che oggi ci è stato presentato possiamo dire che rappresenti l'idea di una presenza virtuale sul piano edilizio, ma reale sul piano monumentale. Una novità culturale che si annovera tra i grandi esperimenti di creazione di monumenti naturali. Un esempio di saggia amministrazione dell'estetica urbana.

“Basti considerare le specie arboree previste (mirto, bosso, ligustro, tutte piante a bassa crescita) e l'introduzione di alberi invasati: elementi che permettono il controllo sia dello sviluppo delle radici ( che tanto danno provocano alla città ) sia della dimensione delle piante, anche ai fini della sicurezza dei cittadini, legata molto spesso alla enorme crescita dei rami.

“Dal punto di vista storico ambientale forse si potrebbe riflettere sull'introduzione dei cipressi, alquanto estranei alla tradizione del verde milanese, e forse in grado di accentuare il verde scuro dominante nelle altre essenze previste, soprattutto perché essi' non si staglierebbero nella luce del cielo, ma contro una cortina di edifici”.



La conferenza è stata anche l’occasione per approfondire le recenti novità del Codice dei contratti pubblici su sponsorizzazioni e partenariati pubblico-privato ( artt. 19 e 151 ) alla ricerca di soluzioni più avanzate per l’efficienza nella gestione dei beni culturali. Mantini, Carpenteri e Sessa hanno spiegato i punti salienti del Codice dei contratti pubblici laddove si riferisce alla collaborazione pubblico-privato nel settore dei beni culturali. Essa deriva dalla necessità di tutelare e valorizzare l’immensa quantità di tali beni, la più parte dei quali esterni ad edifici – tale da far definire il nostro Paese un museo diffuso all’ aperto – senza dover contare sulle risorse della Pubblica Amministrazione. Tra i vari modelli di cooperazione, la sponsorizzazione che consente una forma di pubblicità indiretta dello sponsor . Le tipologie di contratti di sponsorizzazione emerse nella prassi sono fondamentalmente tre: le sponsorizzazioni “pure”, in cui lo sponsor si impegna unicamente a finanziare, anche mediante accollo, le obbligazioni di pagamento dei corrispettivi dell’appalto dovuti dall’Amministrazione; le sponsorizzazioni “tecniche”, consistenti in forme di partenariato estese alla progettazione e alla realizzazione di tutto o parte di un intervento a cura e a spese dello sponsor; le sponsorizzazioni “miste”, risultanti dalla combinazione delle prime due, in cui lo sponsor può ad esempio erogare il finanziamento per talune attività e svolgerne direttamente altre. Per la cronaca, lo sponsor del Colosseo Verde è una nota agenzia di pubblicità e comunicazione.

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