Di positivo c'è soltanto l'avvio di un tavolo "allargato" tra enti locali, professionisti tecnici e ordini professionali, sindacati e terzo settore, in un clima (forse) di prima collaborazione.

Il premier Matteo Renzi, aprendo le consultazioni per un piano nazionale di ricostruzione post-terremoto (il cosiddetto progetto Casa Italia) ha esplicitamente dichiarato che "non è un tema all'ordine del giorno, istituire una assicurazione obbligatoria sulle case".

Va ricordato che l’avvio di un regime assicurativo per la copertura dei rischi derivanti da calamità naturali sui fabbricati, aveva da subito scatenato numerose polemiche perchè quasi il 70% delle case in Italia non è conforme alla normativa antisismica vigente, e quindi, oltre alla polizza eventi atmosferici obbligatoria, bisognava mettere in conto anche le spese per la messa in sicurezza dell’edificio a spese ovviamente dei privati.

Ma l'introduzione di Renzi è stata chiara: "occorre mettere da parte la battaglia politica".
"Alle forze politiche dico: litighiamo su tutto, ma sul progetto Casa Italia possiamo fare un percorso tutti insieme?"
E' la dimostrazione che questo governo ora ha bisogno di recuperare consenso, e finalmente si ricorda di consultare anche i tecnici.

Il neonominato project manager di Casa Italia, Giovanni Azzone, professore di Ingegneria gestionale, nonché rettore del Politecnico di Milano, ha dichiarato che si formerà una Unità di Missione snella, "ma con l'obiettivo, in 12-18 mesi, di arrivare alla costituzione di una struttura stabile".
Si creerà un Dipartimento della Prevenzione, che agirà (solo come prima fase) circoscritta a cinque temi: prevenzione sismica, dissesto idrogeologico, beni culturali, edilizia scolastica e periferie".

Sono temi molto vasti e si comprende subito che il progetto non c'è ancora, evidentemente.
"E’ un progetto che sicuramente dovrà diventare strutturale nel nostro paese – ha dichiarato Azzone -, l’obiettivo è avere una casa sicura, sotto tanti punti di vista, sia idrogeologico che sismico, con grande attenzione all’opera di ‘rammendo’ nelle periferie".

E qui scatta subito il riferimento all'architetto senatore Renzo Piano, visitato giorni fa proprio da Matteo Renzi.
Azzone ha detto di Renzo Piano che “ha dato la sua massima disponibilità a contribuire a un progetto come questo. Il suo supporto sarà prezioso. Con lui abbiamo ragionato sui profili importanti da impegnare. Ci sono aspetti matematici, finanziari, sociologici, ingegneristici. Stiamo costruendo un elenco delle competenze e poi ragioneremo sui nomi”.

Ing. Enzo Ritto

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