A seguito del tragico evento sismico del 6 aprile 2009, che ha colpito la Regione Abruzzo e in particolare le zone dell’aquilano, ci si era trovati nella necessità di dover garantire una sistemazione alloggiativa agli sfollati che fosse meno precaria delle tende nelle quali furono sistemati nelle ore immediatamente successive all’evento.

Da subito si pensò ad interventi urgenti diretti a fronteggiare la carenza abitativa dopo le immediate operazioni di emergenza.

Lo scopo era quello di provvedere - in termini di somma urgenza - alla progettazione e realizzazione di moduli abitativi destinati ad una durevole utilizzazione, per consentire la più sollecita sistemazione delle persone le cui abitazioni erano state distrutte o dichiarate non agibili dai competenti organi tecnici pubblici, in attesa della ricostruzione o riparazione degli stessi.

Si passò, quindi, alla progettazione e realizzazione di "complessi antisismici sostenibili ed ecocompatibili": il Progetto C.A.S.E.
Ma il 2 settembre 2014, nel nuovo insediamento di Cese di Preturo (Progetto Case) cedette il primo balcone in legno.

E ciò deteminò l'avvio di numerose critiche all'ex premier Silvio Berlusconi che fortemente aveva voluto la mega opera appaltata dalla Protezione civile: un complesso di circa 4.500 alloggi antisismici disseminati in 19 insediamenti in tutto il circondario del capoluogo abruzzese (Cese di Preturo, Collebrincioni, Coppito, Sassa e Arischia).
Si voleva dare un tetto sicuro a 7.073 nuclei familiari interessati.

Dopo il crollo si pensò subito a un incidente colposo e vennero così sigillati e sequestrati circa 800 balconi in legno in quasi 500 appartamenti dei cinque quartieri del Progetto Case.
Oggi, dopo una voluminosa perizia e varie indagini investigative, vengono confermate le accuse di partenza in merito all’inchiesta della procura della Repubblica: il legname fornito era di qualità definita scadente.

Secondo quanto si è appreso, anche dagli approfonditi studi sarebbe emerso che il crollo avvenuto nel settembre del 2014 sarebbe stato causato, infatti, da "difetti di costruzione e impiego di materiale scadente".

Dalle ultime notizie, sarebbe vicina la svolta delle indagini: a settembre, in concomitanza con il primo anniversario del grave fatto, potrebbero essere notificati circa 40 avvisi di garanzia a coloro, tra imprenditori, tecnici e funzionari pubblici, che hanno avuto competenze e responsabilità nella filiera del Progetto C.A.S.E.

Arch. Lorenzo Margiotta

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