A meno di vent’anni dalla sua scomparsa, una mostra multimediale interattiva e un convegno internazionale ripropongono all’attenzione del pubblico la figura di Marco Zanuso, professore al Politecnico di Milano e tra i protagonisti dell’architettura e del design italiani del Novecento.

Rovello Due - Piccolo Spazio Politecnico accoglie una mostra immersiva che conduce i visitatori in un viaggio nel tempo, in un dialogo virtuale eppure estremamente concreto con Marco Zanuso, uno dei maestri che ha reso celebre il design italiano nel mondo, dando “forma” al miracolo del dopoguerra.

Entrando nello spazio ci si trova piacevolmente spaesati, ricondotti nello studio del grande architetto milanese, là dove ancora svetta il tecnigrafo che ha visto nascere capolavori come la Seggiolina K 1340 (Kartell, 1964), l’Unità mobile di emergenza (MoMA, 1972), il sistema per il divano infinito Lombrico (C&B, 1967); gli Stabilimenti Olivetti (Guarulhos, San Paolo, 1956-61; Buenos Aires, 1955-59), gli Uffici IBM (Segrate, 1968-76) e gli interventi nelle tre sedi del Piccolo Teatro (Milano, 1979-98).

Tra gli schizzi esposti si mischiano annotazioni, appunti di lavoro e numeri di telefono che consentono di immergersi all’interno di ogni progetto: l’inimitabile Grillo (Siemens, 1966), a disposizione dei visitatori, diventa un tramite per porsi “in linea” con Zanuso e per avvicinarsi ai suoi pensieri.

RovelloDue – Piccolo Spazio Politecnico, Via Rovello 2 – Milano
Inaugurazione: Giovedì 22 febbraio 2018, Ore 11.00

Marco Zanuso: architettura e design

Il convegno internazionale di studi, che si tiene a Milano nei giorni 22 e 23 febbraio, propone una lettura critica dell’opera e del pensiero di Marco Zanuso, grazie anche alla possibilità offerta agli studiosi di accedere all’imponente materiale documentario messo a disposizione dall’Archivio del Moderno, significa riconoscere l’attualità di alcune sue intuizioni e sperimentazioni, sul piano sia del metodo sia dei risultati ottenuti.

Al centro delle due giornate di studi sarà l’indagine sulla sua metodologia progettuale, connotata dal duplice interesse per le «tecniche costruttive» e le «tecniche di progettazione», dalla ibridazione tra le «tecniche di progettazione» dell’architettura e quelle dell’industrial design, che lo rende partecipe del clima culturale più aggiornato del secondo dopoguerra, e dall’approccio sistemico di derivazione scientifica.

- Giovedì 22 febbraio 2018, dalle ore 15.00: Ordine degli architetti P.P.C. di Milano, via Solferino 19
- Venerdì 23 febbraio, dalle ore 10.00: Politecnico di Milano, Scuola del Design - aula Castiglioni, via Giuseppe Candiani 72

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