L’Associazione delle società di ingegneria e architettura (OICE), aderente a Confindustria, richiama l’attenzione del Governo e del Parlamento sui rischi derivanti dall'utilizzo di affidamenti in house e di procedure derogatorie dettate dall'urgenza, in merito agli interventi del settore idrogeologico inseriti nella versione del decreto-legge "Sblocca Italia" trasmessa alla Ragioneria generale dello Stato.

Sembrerebbe che ci sia il rischio di escludere imprese e progettisti da una sana e corretta concorrenza, pur di fare in fretta.

E’ il presidente OICE, ing. Patrizia Lotti, a commentare l’ultima versione del provvedimento esaminato dal Consiglio dei Ministri del 29 agosto: "Complessivamente il provvedimento va salutato positivamente perché si mettono in campo importanti risorse per le opere infrastrutturali e si avvia una nuova politica per il settore del rischio idrogeologico che da anni sconta una programmazione e una progettazione assolutamente insufficienti. Bisogna però fare sì che le risorse disponibili siano spese in maniera rapida ed efficace attraverso una regia e una guida attenta, coinvolgendo tutti gli operatori interessati, Governo, Amministrazioni, imprese e progettisti e comunità locali."

Per il presidente Lotti ci sono però anche alcuni elementi critici che toccano profili di trasparenza e concorrenza: "Molto meno ci piacciono alcuni elementi che a nostro avviso creano inopportune distorsioni sul piano della concorrenza e dell’efficienza della spesa; mi riferisco alla possibilità per le Regioni di affidare in via diretta a società in house delle amministrazioni centrali dello Stato, dotate di specifica competenza tecnica, le attività di progettazione ed esecuzione di interventi di mitigazione del rischio idrogeologico. Su questo punto invitiamo il Governo e il parlamento, in questo momento di crisi per tutto il settore della progettazione e delle costruzioni, a prevedere procedure anche semplificate, ma aperte al mercato, e a non seguire meccanismi derogatori che in passato non hanno portato né efficienza né economicità".

C’è poi il capitolo delle deroghe: "Abbiamo notato che ci sono anche diverse disposizioni che, per interventi settoriali, immaginano procedure semplificate, senza concorrenza e ridotta trasparenza; anche in questo caso occorre riflettere bene se l’obiettivo dell’urgenza di intervento non possa essere coniugato con maggiori esigenze di concorrenza e di mercato. Infine notiamo come non sia stato ancora risolto il nodo dell’AVCpass, di cui chiediamo una proroga che consenta di superare le difficoltà fino ad oggi riscontrate nella scarsa applicazione che ne hanno dato le stazione appaltanti".

Andrea Mascolini

Vuoi restare aggiornato su questo argomento? Lascia la tua email e registrati con un click.
Questo sito utilizza i cookies. Continuando la navigazione l'utente acconsente al loro utilizzo in conformità con i Termini sulla privacy.                   [
Non mostrare più
]
Accedi o registrati gratis in un click
Email:
Password:
Password dimenticata?