Il ciclo di seminari di studio inseriti nel corso Architettura e Composizione Architettonica 3 e Storia e Critica dell’Architettura Contemporanea della laurea in Ingegneria Edile-Architettura del Campus di Lecco, si sono aperti ieri con “Il Senso del Sacro”.

Il protagonista del primo incontro è stato l’architetto Mario Botta, progettista di fama mondiale e professore all’Accademia di architettura di Mendrisio, che ha affrontato il complesso tema dell’architettura religiosa.

Come spiegato al Politecnico di Milano, il famoso architetto "fornisce una nuova chiave di lettura dell’architettura religiosa che, diversamente da come sosteneva Giulio Carlo Argan negli anni ‘50, non è da considerarsi un mero luogo di riunione sociale, ma lo spazio in cui i credenti si ricongiungono con la dimensione del divino e dove possono riscoprire il significato profondo della spiritualità.
Mario Botta è, dunque, uno dei pochi progettisti contemporanei capaci di esprimere con la propria opera il “senso del sacro”, poiché la sua architettura trae forza dai fondamenti del costruire: luce, materia e gravità".

Fin dal suo primo lavoro, "la Chiesa di San Giovanni Battista di Mogno (Ticino, Svizzera 1986-1996), ha saputo superare felicemente la progressiva laicizzazione dell’architettura innescata dalle avanguardie del Moderno e sfociata in una sorta di diffidenza per i valori di eternità e sacralità e per la loro rappresentazione simbolica."


"Non avrei mai immaginato - disse Mario Botta - che questo progetto fosse anche l’inizio di un’avventura umana e architettonica che ha poi segnato con intensità l’itinerario del mio lavoro.
Ancora oggi non mi sono chiare le ragioni più profonde che hanno motivato e accompagnato questo mio impegno. È certo che attraverso il tribolato processo di questo progetto ho scoperto e approfondito le valenze primordiali nascoste nel mestiere, ritrovando una simbiosi fra il “pensare” e il “fare” che è ormai prerogativa difficile da scoprire nella prassi dell’architettura contemporanea".

Dopo questa realizzazione, il Prof. Mario Botta si è dedicato alla Cattedrale della Risurrezione, Evry, Francia (1988-1995), alla Chiesa di San Pietro Apostolo a Sartirana di Merate (1987-1995) e alla splendida cappella di Santa Maria degli Angeli sul Monte Tamaro (Ticino, Svizzera 1990-1996) nonché a numerosi altri edifici sacri, tra i quali la Chiesa e centro pastorale Giovanni XXIII a Seriate (1994-2004), la Sinagoga Cymbalista e Centro dell’eredità ebraica presso il campus dell’Università di Tel Aviv (Israele, 1996-1998) e la Chiesa del Santo Volto a Torino (2001-2006).

Vuoi restare aggiornato su questo argomento? Lascia la tua email e registrati con un click.
Questo sito utilizza i cookies. Continuando la navigazione l'utente acconsente al loro utilizzo in conformità con i Termini sulla privacy.                   [
Non mostrare più
]
Accedi o registrati gratis in un click
Email:
Password:
Password dimenticata?