Il Governo Renzi continua a dire che tutta l'Italia va riformata completamente e che specialmente la nostra dannosa "burocrazia" va eliminata con interventi mirati di semplificazione.
Lo hanno confermato anche il recente Rapporto del Dipartimento delle Politiche per lo Sviluppo su "I tempi di attuazione e di spesa delle opere pubbliche" e le analisi sulle varianti in corso d’opera elaborate dall’Anac.

Ormai tutti sono concordi sulla necessità di un cambiare drasticamente l'iter delle progettazioni delle opere pubbliche. Ma come? Cosa è successo in questi ultimi anni drammatici per tutto il mondo delle costruzioni?

Il presidente del Consiglio Nazionale Ingegneri (CNI) – Armando Zambrano - ha fatto notare che: "Il nostro codice dei contratti continua a voler considerare prioritario l’affidamento della progettazione agli uffici interni della Pubblica Amministrazione, considerando residuale l’affidamento degli incarichi ai professionisti esterni. In realtà questi uffici dovrebbero essere impegnati soprattutto nella programmazione e nel controllo degli appalti. Lo stesso incentivo del 2% che gli viene riconosciuto dovrebbe essere collegato proprio a questo tipo di attività. Se è vero che il punto debole delle opere pubbliche è la progettazione, non è più pensabile reiterare l’errore come avviene ormai da 20 anni".
Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, alla presentazione ufficiale del rapporto realizzato dall’Unità di verifica degli Investimenti Pubblici, ha dovuto constatare "Rallentamenti inaccettabili. Il Governo è impegnato a semplificare e aumentare trasparenza ed efficienza"

Armando Zambrano

Ma il CNI è molto più preciso avanzando una serie di proposte per rendere più rapida la realizzazione di infrastrutture pubbliche, salvaguardandone il valore strategico: per Zambrano "Serve una rivoluzione che chiediamo da tempo e che non può più essere rinviata" perchè uno dei punti deboli principali è proprio la difficoltà delle Amministrazioni pubbliche di operare secondo criteri di efficacia e di efficienza.

"Bisogna ritornare a dare il giusto peso alle attività di progettazione non avvilendole con l’imposizione di ribassi insostenibili – continua a ribadire Armando Zambrano. "Servono alcuni interventi chiari e decisi. Va limitato il ricorso al subappalto e quello all’appalto integrato va ridotto ai soli casi inizialmente previsti. Se manca il personale tecnico qualificato, la Pubblica Amministrazione deve limitarsi alla progettazione preliminare, mentre la progettazione definitiva ed esecutiva (unificata) va affidata ai progettisti esterni. I lavori vanno affidati sulla base del criterio del prezzo più basso. Quanto alle imprese di esecuzione, a queste va imposto di avanzare le proprie osservazioni e proposte migliorative solo nella fase dell’offerta, facendole impegnare a non presentare richieste di varianti in corso di esecuzione”.

Ing. Enzo Ritto

Vuoi restare aggiornato su questo argomento? Lascia la tua email e registrati con un click.
Questo sito utilizza i cookies. Continuando la navigazione l'utente acconsente al loro utilizzo in conformità con i Termini sulla privacy.                   [
Non mostrare più
]
Accedi o registrati gratis in un click
Email:
Password:
Password dimenticata?