Nel passato con il compito di guidare le navi in mare e salvarle da banchi rocciosi e coste pericolose, ora un ruolo secondario ma non meno affascinante come un ottimo posto dove trascorrere la notte in uno dei tanti bellissimi luoghi dell'Italia.

Faro-di-Punta-Imperatore-a-Forio-d'Ischia (NA)

Con l’obiettivo di informare sul progetto, raccogliere idee, proposte e suggerimenti, verificare l’interesse da parte dei territori e del mercato rispetto agli immobili individuati e alle idee sviluppate, è stata aperta dal 10 giugno al 10 agosto 2015 una consultazione pubblica online sul sito web dell’Agenzia del Demanio, al fine di ottimizzare l’idea progetto e gli scenari di valorizzazione.

La consultazione si è rivolta a chiunque fosse interessato ad offrire il proprio contributo e desiderasse instaurare un dialogo diretto sul progetto:
(pubbliche amministrazioni, cittadini, associazioni, operatori di mercato, imprenditori interessati e possibili futuri concessionari) ed ha avuto ad oggetto 11 immobili della rete, rispetto ai quali è stato possibile prendere visione del materiale illustrativo e attraverso appositi format.

I numeri rilevati dalla consultazione hanno mostrato grande partecipazione e interesse del pubblico all’iniziativa.
Il progetto FARI sembra aver attivato un processo di adesione da parte dei cittadini, sul totale dei partecipanti l’ 86% si è infatti iscritto in qualità di persona fisica.
La consultazione pubblica ha comunque movimentato anche il mercato, coinvolgendo e incuriosendo le società orientate al business e il terzo settore, visto che il 14% dei partecipanti è costituito da enti/società.

Faro-di-capo-grosso-Levanzo-Favignana (TP)

Proposte: lighthouse accommodation

Dalla consultazione pubblica è emerso che l’idea di lighthouse accommodation è ritenuta la scelta più idonea per la valorizzazione dei fari.
L’87% dei partecipanti sottolinea che l’ accoglienza turistica (ricettiva, ristorativa, promozionale, etc.), come già avviene all’estero – in Europa, America ed Australia – appare la formula migliore per consentire il recupero e il mantenimento del faro e, al tempo stesso, la salvaguardia e lo sviluppo del contesto ambientale in cui è inserito.

In riferimento a queste buone pratiche - in particolare è citato il caso scozzese – è sottolineato infatti che le attività all’interno del faro possono essere associate
spesso ad altre che coinvolgono anche l’ambiente esterno.
Viene sottolineato, inoltre, che la bellezza di questi luoghi attualmente in Italia non è fruibile dal pubblico, mentre una soluzione di pernottamento consentirebbe di scoprire, vivere e animare questi siti.

Si ribadisce, però, che tale scelta debba essere complementare ad altre attività e servizi di tipo ricreativo, sociale, culturale, per lo sport, la promozione dei prodotti tipici e la scoperta del territorio, da definire e declinare in funzione del contesto locale.
Si ritiene, pertanto, che il recupero e il riuso del faro debbano essere fortemente innestati su un progetto di valorizzazione culturale, sociale, ambientale, rendendo il faro un luogo da vivere a 360 gradi.

Faro-Isola-del-Giglio (GR)

Proposte: modalità di recupero

Per quanto riguarda le modalità di intervento sui fari e sui contesti in cui sono situati, è rilevante che circa la metà dei partecipanti abbia spontaneamente espresso l’importanza di procedere attraverso un restauro conservativo ed ecosostenibile, rispettoso al massimo della struttura originaria e dell'area circostante, che mantenga inalterati i caratteri peculiari del luogo e quelli storico-tipologici del bene.

Le ipotesi di recupero proposte fanno riferimento, quindi, ai principi del minimo intervento, del “box in the box” (mantenimento dell’involucro originario e ridotte interazioni con esso) e della conservazione e manutenzione nel tempo, da realizzare tramite l’utilizzo di materiali locali, tecniche innovative ed ecocompatibili, senza aggiungere elementi che possano alterare l'ambiente e avviando attività il più possibile ad impatto zero, al fine di valorizzare non solo gli immobili ma anche i territori, ciascuno secondo le proprie specificità e unicità.

Emerge, infatti, in maniera particolare la necessità di garantire una connessione costante tra struttura e contesto, da un lato coinvolgendo le comunità, le associazioni, gli operatori e le imprese locali e privilegiando i prodotti e le risorse del territorio; dall’altro assicurando la fruibilità pubblica degli immobili e la loro accessibilità, soprattutto attraverso mezzi di trasporto “slow” e anch’essi ecocompatibili.

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