Che in Italia ci sia una situazione orribile verso progetti validi e progettisti seri, si è sempre saputo, ma quando si raggiunge anche la beffa, oltre il ridicolo, allora non è più il tempo di essere pazienti.

Il settore delle costruzioni, da tempo in crisi, sta tentando di risollevarsi in questi ultimi mesi con tanti sforzi e molta forza di volontà da parte di tutte le categorie tecniche, ma ciò non scardina il solito perenne preconcetto che le parcelle dei professionisti sono alte.

E si giunge così, addirittura, che una Delibera di Giunta Regione Abruzzo possa imporre tetti massimi, pari al 2,5 per cento del finanziamento complessivo, per le spese tecniche di progettazione di opere pubbliche come la ristrutturazione di edifici scolastici, rifacimenti dei sistemi idrici e fognari, la realizzazione di impianti sportivi.

La testata giornalistica Abruzzoweb.it ha rivelato che - come se non bastasse - in una lettera a firma del presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, i sindaci vengono anche invitati "per esigenze di pubblico interesse e razionalizzazione delle risorse" a non superare questi tetti.

Cosicché era inevitabile una forte presa di posizione a L'Aquila dei tecnici locali insieme al presidente nazionale dell’Ordine degli ingegneri, Armando Zambrano, che ha tenuto una focosa conferenza stampa assieme al presidente della Federazione regionale, Agreppino Valente, a al presidente dell’Ordine della provincia dell’Aquila, Elio Masciovecchio.

"Chiediamo al presidente D’Alfonso un incontro urgente perché queste percentuali sono inaccettabili, le parcelle per i professionisti in Abruzzo si ridurrebbero anche del 70 per cento in questo modo. E questo è contro le leggi che fissano tariffe minime di riferimento sotto le quali non si può andare. Siamo dunque pronti, se non ci saranno passi indietro, alla battaglia legale".
Queste le parole di Armando Zambrano - riportate da Abruzzoweb - che ha insistito dicendo: "con queste percentuali è impossibile fare un progetto di qualità. E questo alla fine farà lievitare i costi, perché senza buona progettazione si apre la strada a varianti in corso d’opera, si creano le premesse della realizzazione di opere pubbliche fatte male, a cattedrali del deserto, perché per esempio non sono stati ben calcolati in fase di progettazione i costi di gestione e manutenzione".

Ing. Enzo Ritto

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