Una sala gremita di architetti provenienti da tutta Italia, di amministratori, di imprenditori, stakeholder oltre a cittadini e loro associazioni ha accolto dieci, giorni fa, l’inizio del percorso partecipativo che il Comune di Prato ha predisposto per accompagnare la redazione del suo nuovo Piano Operativo, la cui adozione è prevista nel maggio 2018.

Nell’auditorium della Camera di Commercio di Prato, in presenza del Sindaco Matteo Biffoni e dell’Assessore all’Urbanistica e lavori pubblici Valerio Barberis, è cominciato il programma di ‘Prato al Futuro’, il percorso di partecipazione e comunicazione voluto dall’Amministrazione pratese per rendere ancora più forte e condivisa l’azione che accompagna la preparazione del nuovo strumento urbanistico.
La visione sulla città contemporanea viene messa a confronto con le esperienze e le idee dei numerosi professionisti che qui si sono dati appuntamento per avviare un processo che mette il progetto al centro del discorso sul futuro della città.

foto: Fernando Guerra

“Prato è una città vibrante, contraddittoria, innovativa, conflittuale” - ha affermato l’assessore Valerio Barberis. “Una città che, dall’inizio del XX secolo e in particolare dal secondo dopoguerra, rappresenta un formidabile laboratorio urbano nel quale si sono spesso sperimentati nuovi modelli. Abbiamo voluto creare le migliori condizioni per dare spazio a questa capacità e per permettere alla città di esprimere, attraverso il coinvolgimento di figure esperte, questa straordinaria voglia di guardare avanti.”

Prato ha una visione per il proprio futuro, una visione concreta, che il nuovo Piano Operativo tenderà ad accogliere e a sviluppare. Una visione nutrita dalla volontà di capitalizzare le migliori idee progettuali per dotarsi di nuove modalità operative.
Un piano organico che nasce da una rinnovata consapevolezza sul tema ambientale, dalla volontà di definire nuovi ambiti per la costruzione dello spazio pubblico, delle relazioni tra i luoghi, per offrire a tutti maggiore accessibilità. Un piano, ancora, che dà concretezza alla necessità di valorizzare e trasformare il patrimonio industriale della città e che è guidato da una idea di sviluppo integrata con le prospettive assunte da Prato Smart City, volte alla ridefinizione della produzione manifatturiera ma anche alla capacità di sperimentare nel governo locale e nei servizi ai cittadini le possibilità offerte dalle tecnologie informatiche e da nuove modalità organizzative.

Ecco, quindi, perché il programma di Prato al Futuro, oltre a contare su una molteplicità di azioni di incontro con i cittadini, si realizza a partire da una serie di incontri con professionisti, esperti, portatori di interessi, i quali sono invitati a interpretare i temi proposti dalla città di Prato e a condividere la propria esperienza e le proprie idee, per generare opportunità di intervento e di qualificazione dell’ambiente costruito. Ogni mese, davanti a ciascuno dei quattro assi tematici (Connessioni, Ambiente e agricoltura, Patrimonio da rigenerare, Spazio pubblico), Prato accoglierà professionisti ed esperti, spesso giovani e portatori di nuove idee. Alcuni degli architetti invitati, come ad esempio Alfonso Femia (www.atelierfemia.com), Flores & Prats (www.floresprats.com), Anne Lacaton (www.lacatonvassal.com), Marco Poletto (www.ecologicstudio.com), Labics (www.labics.it), Iotti + Pavarani architetti (www.iotti-pavarani.com), avranno il ruolo di ispiratori per un dibattito che sarà aperto a tutti i più validi progettisti che vorranno prendere parte al confronto con le linee definite dal Comune di Prato. Una modalità di incontro ad hoc, chiamata Crowdlab, è stata messa a punto da Sociolab, che conduce il percorso partecipativo, per inaugurare ciascuno dei mesi evento.

Sul tema infrastrutturale (nel mese di settembre si è parlato di “Connessioni”, a partire dal crowdlab del 14 settembre), su quello delle risorse ambientali (ottobre è il mese dedicato al tema “Ambiente e agricoltura”, con un crowdlab il 6 ottobre), sulla rigenerazione, sul riuso e sull’economia circolare (a novembre si discuterà di “Patrimonio da rigenerare”, crowdlab del 3 novembre) e, infine, sul tema dell’accessibilità e della definizione di nuovi luoghi nei quali la dimensione pubblica della città possa esprimersi (a dicembre si parlerà di “Spazio pubblico”, crowdlab del 1 dicembre).

È all’interno di quest’ottica che hanno già trovato spazio iniziative di grande respiro, tese alla trasformazione urbana e all’innovazione, che negli ultimi mesi hanno sollevato attenzione e interesse sul caso pratese. Sono testimonianze di questa visione della città diverse iniziative che contrappuntano una sistematica serie di interventi nelle tessiture urbane del centro storico e dei quartieri limitrofi, dalla ridefinizione delle piazze allo sviluppo dell’edilizia scolastica, oggetto di inediti micro-concorsi di progettazione.

Info: www.pratoalfuturo.it.

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