Il Movimento per la difesa dell’Architettura contemporanea “Amate l'Architettura" ha risposto alle affermazioni del Presidente nazionale dei Geometri Fausto Savoldi inviando una lettera aperta destinata per conoscenza anche ai Presidenti nazionali di  Architetti e Ingegneri.

Progettazione del cemento armato anche ai geometriFausto Savoldi aveva recentemente rivendicato la possibilità da parte dei Geometri di progettare anche edifici in cemento
armato, definendo faziose e inopportune le sentenze della Cassazione e offendendo gli Ordini professionali di Architetti e
Ingegneri esortandoli a non intromettersi inviando comunicazioni (a suo dire fuorvianti) alle Amministrazioni interessate.

Il richiamo esplicito è alla nota sentenza della Corte di Cassazione, la n. 19292 del 2009, che chiariva la pluriennale questione dei limiti di competenze di professionisti con titolo di studio inferiore rispetto ad architetti e ingegneri civili ed ambientali, quindi nella fattispecie dei geometri.
La sentenza della Suprema Corte aveva infatti ancora una volta ribadito che l’intera progettazione di edifici, anche di
dimensioni modeste in cemento armato, rientra nelle competenze esclusive di tecnici dotati di specifici titoli accademici.

Ma dopo le suddette ultime affermazioni risulta evidente che debba procedersi con urgenza ad un esaustivo chiarimento
sulle competenze professionali dei vari tecnici che operano nel campo edile, anche alla luce dell’evoluzione tecnica ed
economica dell'attuale settore edilizio.

Arch. Lorenzo Margiotta

Si riporta di seguito la lettera di risposta di Antonio Marco Alcaro, Presidente di "Amate l’Architettura".

"Gentile Geometra Savoldi,
La sua recente lettera del 04/05/2011 in merito alle competenze professionali dei geometri ci ha lasciato basiti, Lei parla di faziose utilizzazioni delle Sentenze della Corte di Cassazione e mal motivate prese di posizione da parte degli Ordini degli Ingegneri e Architetti.
Lei per fare chiarezza allega il parere di un noto parlamentare che esamina in maniera imparziale e distaccata la questione, dobbiamo dedurre che la Corte di Cassazione opera in maniera faziosa a favore degli Ingegneri e Architetti.
Crediamo che le Sue affermazioni siano talmente gravi da rendere necessario un chiarimento e una presa di posizione da
parte dei Presidenti di CNA e CNI.
Noi di amate l’architettura non crediamo che questo sia il modo corretto di procedere in merito alle competenze professionali, Le ricordiamo che, in data 15/02/2010, Le avevamo inviato una lettera in cui si riteneva ormai non più rinviabile il momento di porre fine a inutili polemiche e di mettere mano al riordino delle competenze professionali.
L’Italia è l’unico paese europeo dove esiste un conflitto tra figure professionali che dovrebbero avere un ruolo ben distinto in quanto provengono da un percorso formativo completamente diverso. Ogni manufatto edilizio, dal più semplice al più complesso, dovrebbe essere seguito da architetti, ingegneri e geometri  agendo insieme con ruoli ben distinti.
Vogliamo anche evidenziare che il problema della progettazione non è soltanto un problema di conoscenze tecniche, come
abbiamo già espresso in una lettera inviata al Corriere della Sera, chi pensa che i geometri possano o debbano progettare i piccoli o minori edifici e gli architetti quelli grandi e importanti commette un gravissimo errore.
L'architettura è la disciplina che ha come scopo l'organizzazione dello spazio in cui vive l'essere umano.
Per progettare bisogna avere una conoscenza di discipline umanistiche e tecniche, bisogna saper ascoltare il luogo, capire
il contesto e molto altro, l’Architetto dovrebbe essere l’autore principale di un progetto dove partecipano varie figure
tecniche tra cui gli ingegneri e i geometri.
Vi invitiamo pertanto nuovamente  a sedervi attorno ad un tavolo, con il massimo spirito di collaborazione, per discutere le problematiche delle competenze e per aggiornare Leggi che regolamentano la professione, (RD n.2537 del 1925 e RD n.274 del 1929), vecchie, obsolete e non più rapportabili alla società odierna. Provate a immaginare quanto sia cambiata la società dal 1925 ad oggi.
Nel frattempo bisogna rispettare la legge attuale e le Sentenze della Cassazione in merito.
Ci auguriamo che vogliate accogliere il nostro appello nell’interesse di tutti i quasi 500.000 professionisti italiani tra architetti, ingegneri e geometri, ma soprattutto nell’interesse di tutti i cittadini italiani perché il raggiungimento della qualità architettonica e della sicurezza è un valore che appartiene alla collettività".

Antonio Marco Alcaro
(Presidente di Amate l’Architettura, Movimento per l’Architettura Contemporanea)
www.amatelarchitettura.com  -  info@amatelarchitettura.com
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