Originariamente era il vero tempio (sala d'attesa con bar, officina, lavaggio, uffici e un alloggio gestore) di uno status symbol in ascesa, l'automobile, con la quale tanti milanesi nei weekend del cosiddetto ‘bum economico’ prendevano d'assalto la Milano-Laghi.

La struttura, commissionata nel 1951 da Enrico Mattei, fondatore del National Fuel Trust Ente Nazionale Idrocarburi, all’architetto e urbanista Mario Bacciocchi, era ispirata da uno stile americano ma incentrata su linee veramente aerodinamiche.

La stazione, lunga 40 metri e tutelata oggi dai Beni culturali lombardi, fu ultimata nel 1953 e rimase in servizio fino alla metà degli anni Ottanta.

L'ex stazione Agip è stata restaurata da Michele De Lucchi, che ha detto di «aver lavorato con l'entusiasmo dei suoi primi progetti importanti».

"Questo edificio è un simbolo della grandezza di questo paese e oggi siamo qui per restituirlo al suo splendore originale", ha detto Lapo Elkann, della famiglia Agnelli”.

La sua società ‘Progetto Italia Customs’ si occuperà della personalizzazione su misura di auto, barche, aerei ed elicotteri. Tra i servizi offerti, la verniciatura personalizzata, tecniche innovative di rivestimento e il restyling di interni. A tale scolpo, la riqualificazione dell’immobile ha previsto anche una "Materioteca", uno spazio in cui i clienti possono esplorare i diversi materiali e tessuti per personalizzare i propri veicoli.

Ma per creare uno spazio "aperto alla città", la nuova realizzazione comprende anche una serie di spazi di socializzazione come un bar e un eclettico ristorante, gestiti dal famoso chef Carlo Cracco, oltre a una terrazza arredata Unopiù con elementi legati al mondo dei tropici, e a una zona VIP che ricorda la prua di una nave o gli interni sofisticati di un motoscafo Riva Aquarama (definito a suo tempo “la Ferrari del mare”).

“A piazzale Accursio una bellissima architettura sembra spiccare il volo - ha detto Michele De Lucchi -. Qui si incontreranno personaggi visionari, anticipatori delle tendenze del domani. Lapo Elkann ha riconosciuto in questo oggetto abbandonato da tanti anni un grande valore e ne ha fatto una architettura aperta a tutti quelli che hanno la curiosità e la volontà di vedere oltre quello che già esiste".

“L'edificio è stato oggetto di un meticoloso intervento per riportare gli esterni al colore originale. Tutte le tessere in ceramica del mosaico che rivestiva la superficie curva delle due tettoie, così come le facciate esterne, sono state infatti pulite e restaurate con grande cura. A perimetro delle ali sono state installate due file di neon, riposizionate esattamente come negli anni Cinquanta: sono un vero e proprio elemento architettonico che valorizza la forma aerodinamica dell'edificio e che torneranno a far splendere come in passato la ‘stazione’, catalizzando l'attenzione sulle sue linee futuristiche”.

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