Nell'incontro di chiusura della rassegna Smart City Exhibition (la manifestazione che ha proposto una visione completamente nuova del concetto di città, intesa come insieme di flussi informativi e reti di relazioni e comunicazioni, fisiche e digitali, caratterizzate dalla capacità di creare capitale sociale, benessere per le persone, migliore qualità della vita), hanno partecipato anche il ministro dell’Istruzione, università e ricerca Francesco Profumo (in modalità Skype) e il viceministro delle Infrastrutture e Trasporti Mario Ciaccia.

Profumo e Ciaccia intervengono sulle citta del futuroIl Viceministro Ciaccia ha ricordato che l'attuale Governo ha "messo in moto un processo di evoluzione normativa che adesso va metabolizzato in modo adeguato" e a riprova di ciò ha commentato il disegno di legge approvato martedi scorso in Consiglio dei Ministri che "introduce novità e semplificazioni rilevanti in settori produttivi nevralgici sullo sviluppo del Paese quali infrastrutture, trasporti, edilizia e territorio".

(A nota di cronaca ricordiamo che "Il disegno di legge, sul modello francese del debàt public, introduce nel nostro Paese l’istituto della consultazione pubblica per la realizzazione delle opere di interesse strategico, così da consentire il coinvolgimento preventivo delle comunità e dei territori interessati, permettendo una maggiore condivisione delle informazioni e delle finalità dei progetti con le comunità locali. E sempre sul fronte infrastrutturale, sono introdotte nuove misure per agevolare ulteriormente l’utilizzo degli strumenti di partenariato pubblico-privato per la realizzazione delle opere pubbliche, anche attraverso una ulteriore semplificazione e accelerazione delle procedure.").

Il Ministro Profumo poi, nel suo intervento, ha sottolineato che "le azioni messe in campo dal governo in questo settore non sono un cambiamento passeggero, ma strutturale che può essere lasciato in eredità al nuovo governo".

"In questi mesi sono stati investiti miliardi di euro nella ricerca per le Smart Cities e le comunità intelligenti. Non sono pochi e sono stati investiti in modo strutturato, pensando a processi che possano durare nel tempo, cosicché dal 2014 al 2020 il nostro Paese sarà pronto ad accedere a quella quota di fondi europei per la ricerca e la coesione che noi finanziamo per il 14 per cento del totale. Sono risorse che derivano dalle tasse di tutti noi e che in questo momento non riusciamo a riportare in Italia. A fronte di ogni euro investito, infatti, portiamo a casa circa 60 centesimi, mentre un paese come l’Inghilterra porta a casa 1,5 euro."

Ma il dubbio resta: sono state iniziative governative che riusciranno ad essere realizzate, o il prossimo governo si troverà nell'impossibilità di attuare alcunchè?

Ing. Enzo Ritto
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