Il Consiglio Nazionale degli Architetti (CNAPPC) ha presentato una serie di contratti tipo, redatti a mero scopo indicativo e di supporto e senza costituire opinioni o atti di indirizzo, tra i quali sono stati inseriti anche esempi di contratti coworking e di rete.

Il Contratto coworking

Il Contratto coworking presentato in realtà si riferisce soltanto alla concessione in uso di parti di uno studio professionale ad altro professionista "per uso diverso dall'abitativo".
Ma il fatto stesso che sia stato proposto induce a suggerire la necessità di codividere spazi comuni tra più persone non legate obbligatoriamente dallo stesso lavoro.

Da una interessante statistica Deskwanted, infatti, è emerso che la metà di tutti gli intervistati ha riferito di aver iniziato, negli ultimi tempi, a lavorare in spazi coworking.

Inoltre vale la pena ricordare che il 54% dei professionisti intervistati (giornalisti, scrittori, architetti e artisti) sono presenti anche in spazi coworking.
Il coworking, infatti, è uno stile lavorativo che coinvolge la condivisione di un ambiente di lavoro, spesso un ufficio, mantenendo un'attività indipendente, grazie ai suoi bassi costi e all'accessibilità di eventuali attrezzature comuni.

A differenza del tipico ambiente d'ufficio, coloro che fanno coworking non sono in genere impegnati nella stessa organizzazione, poichè prevalentemente stanno ancora lavorando in modo autonomo e indipendente.
Solo dopo aver sperimentato la sinergia che può avvenire lavorando a contatto con persone di talento si possono anche creare collaborazioni su determinati progetti.

Il Contratto di rete

Il contratto di rete invece, proposto anche per condividere uno studio comune, ha prevalentemente lo scopo di far esercitare in comune un’attività di erogazione di servizi tra professionisti che possono esercitare professionalità diverse.

Infatti il fine precipuo del contratto di rete può anche essere quello di accrescere la competitività sul mercato mediante una reciproca collaborazione per lo studio professionale e le progettazioni varie.

In realtà questo tipo di contratto segue pedissequamente i contratti di rete delle imprese (infatti è assimilabile ad una società per azioni, tant'è che è obbligatoriamente soggetto a registrazione e redazione dinanzi a notaio), ma in ogni caso fa percepire la ormai diffusa necessità di unire gli sforzi degli studi professionali di singoli tecnici, per far sì che unendo le diverse specializzazioni tecniche si possa parzialmente combattere la pressante crisi economica che determina conseguenziali minori commesse e scarsi introiti.

Arch. Maria Luisa Gottari

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