In una lettera al Nuovo Governo gli architetti italiani auspicano un nuovo metodo operativo su relazioni tra Parlamento e professionisti italiani.
Il Consiglio Nazionale degli Architetti, a nome dei 150.000 architetti italiani, ha offerto la propria collaborazione al nuovo Governo e al Parlamento per contribuire allo sforzo solidale del Paese al fine di uscire dalla crisi, avviando un processo vero di sviluppo sostenibile per i cittadini di oggi e di domani.

Professionisti e Governo MontiCosì recita la lettera degli architetti italiani a tutti i membri del Governo:
"Siamo pronti ad una rapida attuazione dei principi della "riforma delle professioni", frutto di un percorso condiviso tra organi dello Stato, che corregga alcune contraddizioni inserite nell'articolato della legge di stabilità approvata dal Parlamento, per promuovere una necessaria innovazione della pratica professionale in cui l'adeguamento ai principi europei sia accompagnato da un significativo investimento del Paese, privo di oneri economici, sull'indispensabile valore dell'intellettualità delle professioni, la cui specificità sia considerata un valore aggiunto e non un ostacolo allo sviluppo. Il test di proporzionalità sulle innovazioni introdotte con gli ultimi provvedimenti legislativi dimostra come l'Italia ha raggiunto la massima apertura alla concorrenza in materia di servizi professionali ma, proprio per questo, è necessario che il Governo ne sostenga attivamente le capacità di idee e tecniche per farne uno strumento di penetrazione dei mercati facendo sistema con il mondo dell'impresa."

"Proponiamo anche - continua la lettera -  un'innovazione di metodo nelle relazioni tra Governo, Parlamento e organismi professionali che sono in grado, proprio per la loro stretta relazione con la realtà del territorio e dei mercati, di proporre progetti innovativi e realistici: e questo ancor prima di essere "auditi" su singoli progetti di legge o specifici provvedimenti."

Secondo gli architetti italiani "la tutela della sicurezza dell'abitare deve essere garantita anche attraverso l'istituzione del "libretto immobiliare" che certifichi lo stato delle unità abitative, così da rendere consapevoli i cittadini dello stato dei luoghi dove abitano in relazione alla sicurezza, alle condizioni ambientali e al risparmio energetico".

In precedenza però, a distanza di soli quattro giorni, c'erano state le affermazioni di Marina Calderone, presidente del CUP (Coordinamento unitario delle professioni), che sostanzialmente evidenziavano la totale contrarietà nei confronti delle ultimissime novità inserite nel Decreto Stabilità e quindi nelle dichiarazioni di Mario Monti.

"Destano non poche perplessità -spiegava Marina Calderone in una intervista- le modalità individuate per dare attuazione alla riforma degli ordinamenti professionali, contenuta nel dl 138/2011. E' bene chiarire che le professioni hanno voluto e sostenuto il percorso di riforma, mettendosi di volta in volta a disposizione dei vari interlocutori governativi. Tutto questo con il solo scopo di arrivare a una rivisitazione delle norme che disciplinano il settore fornendo così nuove prospettive lavorative ai molti giovani che desiderano intraprendere la strada della libera professione".

"La nostra preoccupazione -insiste Calderone- è che, con norme come quelle varate in tema di società professionale, non sia salvaguardata l'autonomia della prestazione intellettuale e vengano penalizzate, in favore del capitale, quelle componenti del mondo professionale che meriterebbero maggiore sostegno, quali i giovani e le donne. Il fatto di non prevedere un limite alla percentuale di capitale che potrà essere detenuta dai soci non professionisti, rischia di vanificare lo scopo che la norma si propone di raggiungere, estromettendo dal mercato del lavoro proprio chi avrebbe maggiore necessità di tutela e di sostegno".

Inoltre, sempre Secondo Marina Calderone, con l'abolizione totale di qualsiasi riferimento alle tariffe professionali, previsto dal decreto stabilità, "il rischio è quello di avere un abbassamento della qualità dei servizi offerti, a tutto svantaggio dei cittadini utenti o della pubblica amministrazione che usufruisce dell'operato dei professionisti".

Arch. Lorenzo Margiotta
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