Pochi giorni fa, dopo aver definito il nuovo regime fiscale forfetario "un autogol clamoroso" per il Governo, il premier Matteo Renzi ha confermato "Nei decreti delegati sul fisco, che andranno in Consiglio dei Ministri (CdM) il 20 febbraio, c’è spazio anche per modificare in meglio le norme sulle Partite Iva".

Il regime fiscale introdotto dalla Legge di Stabilità 2015, che sostituisce il vecchio regime fiscale che prevedeva, per i titolari di Partita Iva fino a 35 anni e con redditi fino a 30 mila euro, un’aliquota fiscale agevolata al 5% per cinque anni, prevede ora un’imposta sostitutiva al 15% per chi consegue ricavi fino a 15 mila euro.

Il nuovo sistema, di norma partito già dal primo gennaio 2015, ha suscitato proteste negli autonomi e preoccupazione tra i vari professionisti con Partita Iva, nonché numerose contestazioni istituzionali paventando un impatto significativo sui redditi degli addetti ai lavori a causa dell'aumento della tassazione forfetaria.

Un intervento correttivo, in arrivo probabilmente con la delega fiscale, è stato da più parti sollecitato, e Matteo Renzi se ne è reso disponibile garantendone l'esame (e forse anche la soluzione) nel CdM di venerdì prossimo.
Anche il sottosegretario all'Economia Paola De Micheli, a margine dei lavori sul decreto Milleproroghe, ha dichiarato che sarà dato "parere favorevole alla riformulazione di alcuni emendamenti dei deputati e per quest'anno ci sarà il doppio regime con possibilità di scegliere tra vecchio e nuovo" sistema.

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