Finalmente, dopo vari tentativi, la Rete delle Professioni Tecniche (RTP) si presenta compatta al Ministero della Giustizia per affrontare e risolvere i temi caldi della professione.
E il Minstro Orlando, ai presenti (Armando Zambrano - Presidente degli Ingegneri e Coordinatore della RPT, Leopoldo Freyrie - Presidente degli Architetti, Gian Vito Graziano - Presidente dei Geologi e Maurizio Savoncelli - Presidente dei Geometri) promette tavoli tecnici di discussione e confronto.

La Rete delle Professioni Tecniche (agronomi, architetti, geologi, geometri, ingegneri, periti indistriali) ha chiesto al Governo di modificare varie normative inerenti le professioni.

Tra i vari temi sono stati illustrati i punti di maggior rilievo: la Riforma delle professioni, le Società tra professionisti (STP), l'assicurazione obbligatoria dei professionisti che non trova ancora soddisfacenti garanzie da parte delle compagnie assicuratrici, un Testo unico degli ordinamenti professionali, unificazione dei sistemi elettorali e geografia degli Ordini per uniformare la distribuzione sul territorio a seguito dell'abolizione delle Province.

C'è sicuramente molta "carne al fuoco" ma purtroppo si deve registrare ancora una volta una vera lontananza dei vertici professionali dalla reale situazione in cui versano quotidianamente i liberi professionisti.
Qui non si tratta di unirsi al disagio e alle giuste lamentazioni di chi perde il lavoro, di chi invece non trova lavoro, di chi non sa più disperatamente come vivere.

Delle professioni tecniche una società civile non ne può fare a meno, però in Italia sono sempre state sottovalutate o addirittura esaminate e considerate con vecchie prevenzioni.
In Italia, abbiamo il gravissimo problema dei Lavori Pubblici, delle Gare e degli Appalti che non sono svolti egregiamente per la troppa burocrazia, abbiamo perso il vero significato della qualità architettonica, non si riesce ancora a dipanare l'annoso problema delle diverse competenze professionali, e quindi...nell'unica occasione di presentarsi unitari al confronto con le forze politiche i vertici nazionali delle professioni continuano a parlare di problematiche generali?

I professionisti sono costretti a ribassi impensabili sperado nel pagamento dei compensi, e dal comunicato congiunto della RTP si legge che "Una questione che si trascina da tempo è quella relativa ai compensi dei periti e dei consulenti tecnici nominati dal giudice" (perchè fermi e non più rivalutati dal 2002).

Possibile che si debba sempre procedere così in Italia? Cosa si deve aspettare ancora per far fronte alla grave crisi attuale, e principalmente rendere competitivi i professionisti italiani anche nella concorrenza internazionale?

Arch. Lorenzo Margiotta

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