Il Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE), a valere sul Fondo di Sviluppo e Coesione 2014–2020, ha assegnato in materia di dissesto idrogeologico, 550 milioni di euro, di cui:
- 450 milioni di euro per un Piano di interventi individuati come prioritari per livello di rischio e tempestivamente cantierabili, relativi alle aree metropolitane e le aree urbane con un alto livello di popolazione esposta.
- 100 milioni per finanziarie la progettazione e destinati a tal fine al Ministero dell’Ambiente.

E' stata approvata, quindi, nella seduta del CIPE del 20 febbraio scorso, la proposta del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’assegnazione di risorse a copertura di interventi finalizzati alla prevenzione e contrasto del rischio idrogeologico di rilevanza strategica.

L'obiettivo della mitigazione del rischio idrogeologico in Italia risulta ormai prioritario. Dai dati ministeriali del 2012, sull’intero territorio nazionale, già risultava che il 9,8% del paese era interessato da aree ad alta criticità idrogeologica e che 540 chilometri di costa risultavano a potenziale rischio di erosione.

Il dissesto idrogeologico è la prima emergenza in Italia. A sostenerlo è stato lo stesso ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti nel corso di un forum sui temi ambientali organizzato dall’agenzia di stampa Ansa.

Ben vengano, allora, questi fondi necesasri ad incrementare i piani per l’assetto idrogeologico, al fine di tenere conto anche degli effetti dei cambiamenti climatici degli ultimi tempi, ed attuare misure idonee alla valutazione e alla gestione del rischio alluvioni.

Ing. Enzo Ritto

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