La Fondazione Benetton Studi Ricerche promuove annualmente una campagna di attenzioni verso un luogo particolarmente denso di valori di natura, di memoria e di invenzione, campagna denominata Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino.

Il premio intende contribuire a elevare e diffondere la cultura di "governo del paesaggio"; si propone come occasione e strumento per far conoscere, al di là dei confini delle ristrette comunità di specialisti, il lavoro intellettuale e manuale necessario per governare le modificazioni dei luoghi, per salvaguardare e valorizzare i patrimoni autentici di natura e di memoria.
La giuria sceglie annualmente un luogo che presenti caratteri, meriti attenzioni, susciti riflessioni pertinenti alle finalità del premio. Quest'anno la Giuria ha deciso di dedicare la ventiquattresima edizione a Skrudur (Núpur), un orto riposto sulla riva di uno dei fiordi che solcano la regione nord-occidentale dell’Islanda, a pochi chilometri dal circolo polare artico.

Skrudur - Núpur

Adagiato su un declivio che guarda a sud-ovest verso la lingua d’acqua del Dýrafjorour, è circondato alle spalle dalla cortina solenne di montagne dai fianchi mossi dall’erosione glaciale e a valle da un terreno brullo che digrada verso la riva del fiordo.

Con la scuola, la chiesa e la fattoria, Núpur compone un luogo nel quale una comunità ha avviato all’inizio del xx secolo un progetto che in questa terra si presenta come sfida a condizioni ambientali estreme e a pressanti istanze di miglioramento della condizione umana: coltivare la terra e avere cura di un processo indirizzato alla conoscenza, all’educazione e all’elevazione sociale.

Inaugurato nel 1909, l’orto-giardino nasce dalle mani del pastore protestante Sigtryggur Guolaugsson (1862-1959), che pochi anni prima, insieme al fratello Kristinn, qui aveva gettato le basi di un programma scolastico volto al riscatto da condizioni agricole arretrate, ispirato alle idee del pastore danese Nikolai Frederik Severin Grundtvig (1783-1872), diffuse anche in Islanda. È infatti nel solco dell’intensa attività di questa figura di pedagogo che si radica, soprattutto nel mondo contadino, una coscienza del paesaggio ispirata all’elevazione sociale e al sentimento nazionale.

L’orto-giardino

Le modalità con le quali si costruisce e vive quest’orto sono quelle consuete all’operare in condizioni di particolare asperità climatica: tracciare un perimetro, dissodare il suolo ed elevare un recinto di protezione, educare e convogliare in questo piccolo mondo elementi utili (terra, acqua, piante) che al di là di questo fragile confine verrebbero travolti dalle forze della natura.

Gli strumenti sono quelli di un esperimento coraggioso, che rinnova ostinatamente i suoi gesti e si spinge in un mondo avverso con la forza di un progetto educativo che parte dalla coltivazione, di piante e di giovani contadini.
La figura semplice di questi recinti esprime in forma limpida un gesto di civiltà che, con la misura astratta della sua figura, ci segnala la presenza di un mondo, l’Islanda, nel quale la natura assume una forza assoluta: nello spazio dove si manifesta con forme di straordinaria potenza, nel tempo attraverso il quale le stesse forme cambiano incessantemente.

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