Tra l'Unione europea e gli Stati Uniti d'America si sta definendo il Trattato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti (il famoso TTIP - Transatlantic Trade and Investment Partnership), che viene spacciato per accordo commerciale di libero scambio, e in Italia (dove non si riesce ancora a vedere una sostanziale ripresa del commercio, dell'industria e dell'economia in genere) il Governo Renzi ha ritenuto di estrema urgenza di dover intervenire con una grave introduzione nel nostro ordinamento giuridico.

La Camera dei Deputati, infatti, ha approvato giorni fa il disegno di legge “Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze” dopo mesi e mesi di discussioni e proposte, pagine e pagine di carta stampata, scontate interviste televisive.

E intanto, sulle nostre teste, procede l'azione subdola degli stati americani che tentano di integrare i due mercati, riducendo i dazi doganali e rimuovendo in una vasta gamma di settori le barriere non tariffarie, ossia le differenze in regolamenti tecnici, norme e procedure di omologazione, standard applicati ai prodotti, regole sanitarie e fitosanitarie.

Si dice che lo scopo sarebbe quello di renderebbe possibile la libera circolazione delle merci, il flusso degli investimenti e l'accesso ai rispettivi mercati dei servizi e degli appalti pubblici, ma in realtà si tratterà di realizzare un apriporta per le multinazionali e permettere loro di sfidare le norme UE in tutti i settori, da quelle sul cibo a quelle sulla salute pubblica.

Se il progetto andasse in porto, verrebbe creata la più grande area di libero scambio esistente, poiché UE e USA rappresentano circa la metà del PIL mondiale e un terzo del commercio globale.
Ma con quali gravissimi danni per noi?

E perché il Governo Renzi, che strombazza a più riprese (anzi sempre) di voler creare sviluppo, cautelare la salute, salvaguardare il lavoro dei cittadini, pensare al nostro territorio e relative produzioni eccellenti, non affronta con vera urgenza ed emergenza l'eventuale imminente accordo internazionale TTIP?

Possibile che tra i tanti e troppi uomini politici e ministri più o meno valenti, non ci sia nessuno che imponga l'attenzione nazionale su questi accordi (coinvolgenti principalmente proprio l'Italia) che metterebbero a rischio, non soltanto entro i confini dell’Unione Europea, la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini?

E' quasi palese che il TTIP aumenterà solo il potere delle multinazionali e renderà più difficile ai governi il controllo dei mercati con un effetto disastroso immediato e relativa depressione della domanda interna e della conseguente diminuzione del PIL.

Si è appreso che il trattato contiene limitazioni sulle leggi che i governi partecipanti potrebbero adottare per regolamentare diversi settori economici; sono anche solo extra-governative le voci che avvertono sull'anomalia in atto, visto che i vari stadi di avanzamento dell'accordo non sono resi pubblici e sono difficilmente accessibili anche agli stessi europarlamentari che dovranno approvarlo.
E il nostro Governo che fa? E' assente anche su questi accordi internazionali (vedi TTIP) che minacciano seriamente la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini.

Lorenzo Margiotta

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