La Getty Foundation di Los Angeles ha attribuito 180.000 dollari per sviluppare un piano di conservazione per lo Stadio Flaminio di Roma, progettato da Pier Luigi Nervi e il figlio Antonio. Tale piano è stato selezionato dalla Getty Foundation nell’ambito del programma internazionale di finanziamenti ‘Keeping it Modern’, a seguito della domanda presentata a marzo 2017 dal Dipartimento di Ingegneria Strutturale e Geotecnica della Sapienza Università di Roma, la Pier Luigi Nervi Project Association (PLN Project) e Do.Co.Mo.Mo. Italia, in accordo con Roma Capitale.

Questo impianto sportivo è in stato di abbandono da anni e questo può essere certamente un primo passo per proseguire con un percorso celere verso una ristrutturazione totale e quindi recupero dell’intera struttura.

Il piano di conservazione dello stadio Flaminio è volto a promuovere, sostenere e indirizzare il successivo progetto di recupero nel rispetto della concezione originale nerviana e dell’originale funzione di stadio e impianto sportivo polivalente.

Il gruppo di lavoro impegnato per la stesura del piano sarà coadiuvato da un comitato scientifico internazionale che include anche esperti di storia dell'architettura, progettazione di impianti sportivi, conservazione del moderno e ingegneria delle costruzioni. Una volta realizzato, lo studio sarà poi condiviso con i soggetti pubblici e privati che stanno proponendo progetti per la struttura.

Progettato tra il 1957 e il 1958 dal grande ingegnere italiano Pier Luigi Nervi, pioniere nell’uso del cemento armato, con il figlio architetto Antonio Nervi, il Flaminio fu realizzato in occasione della XVII Olimpiade (1960) e inaugurato nel 1959.
È un’opera singolare che coniuga forma e struttura, architettura e ingegneria, a testimonianza di un felice momento per la cultura architettonica italiana, rilevante sul piano internazionale.

Lo Stadio Flaminio, di proprietà di Roma Capitale, versa oggi in uno stato di grave degrado e abbandono e, seppur dichiarato “opera di eccellenza” dalla Direzione per l’Arte e l’Architettura Contemporanee (DARC) del Ministero per i Beni e le Attività culturali nel 2005, non è sottoposto a vincolo in quanto opera pubblica con meno di 70 anni dalla realizzazione.

“La stesura di un piano di conservazione per il Flaminio – ha dichiarato Marco Nervi presidente di PLN Project, pone le basi per la sua tutela. Con il grant di 180.000 dollari concesso all'Università La Sapienza, e la cooperazione attiva del Comune di Roma, potremo stilare un piano completo che consenta di tramandare questo capolavoro del moderno alle future generazioni senza prescindere dalle sue caratteristiche storiche e architettoniche”.

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