Ritorna la leggenda del Ponte? Sono ancora favole o è l'ennesima occasione per dare voce agli ambientalisti? Ci sarà nuovamente la lotteria 'ponte sì' - 'ponte no'?

Il Ponte di Messina ormai ha fatto storia:
- dal progetto preliminare del 1992 si deve attendere il 2002 (Berlusconi) per riavviare la procedura;
- nel 2003 è approvato un nuovo progetto corredato di studio di impatto ambientale;
- nel 2005 c'è il contratto con la cordata delle imprese aggiudicatrici;
- si spera in un avvio dei lavori nel 2007, per completarli nel 2012;
- ma siamo già al 2006 e il Governo Prodi ne anticipa la fine, che sarà ufficializzata nel 2008;
- nel 2011 si spera ancora che la Commissione europea possa prendere un impegno di possibile inserimento del Ponte tra i progetti prioritari Ue. Ma è un sogno.
- il 2012 è l'anno definitivo: il Governo Monti ferma definitivamente il progetto.

Ma ora ne ritorniamo a parlare. Perché?
Perché il Presidente del Consiglio Matteo Renzi questa volta sarebbe favorevole alla realizzazione del tanto contestato progetto di collegamento tra Sicilia e Calabria.
Purtroppo ci ricordiamo che lo stesso Renzi aveva dichiarato nel 2012, durante un comizio PD a Sulmona, che al posto di un'opera di 8 miliardi di euro a disposizione (lo disse lui), se ne potevano realizzare ben più importanti nell'edilizia scolastica pubblica.

Ora invece, notizie riportate dalla stampa, sembrerebbe che il Presidente del Consiglio, in una intervista rilasciata a Bruno Vespa, abbia esplicitamente detto: "Certo che si farà. Prima di discuterne sistemiamo l’acqua di Messina, i depuratori e le bonifiche. Poi faremo anche il ponte, portando l’alta velocità finalmente anche in Sicilia e investendo su Reggio Calabria, che è una città chiave per il Sud.
Dall’altra parte dobbiamo finire la Salerno Reggio Calabria. Quando avremo chiuso questi dossier sarà evidente che la storia, la tecnologia, l’ingegneria andranno nella direzione del ponte, che diventerà un altro bellissimo simbolo dell’Italia."

Siamo in perfetta contraddizione. E' pur vero che si possa cambiare idea, ma siamo sicuri che sia volontà politica? Siamo certi che si pensi veramente a unificare l'Italia e la Sicilia?
Al contrario, per caso, non ci sarebbe in ballo anche la possibilità (dovremmo dire la necessità?) di non pagare le penalità di circa 500milioni di euro da sborsare alle ditte aventi diritto per la mancata realizzazione del Ponte?

Arch. Maria Luisa Gottari

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