Continuano la tensioni agli Scavi di Pompei, ma questa volta non sono causate né dai numerosissimi crolli e neppure dalle ultime polemiche dei sindacati in merito alla gestione del sito archeologico e ai rapporti con il personale.

Ricordiamo che dopo tanti rinvii si era recato in Pompei il ministro Franceschini per presenziare alla cerimonia di apertura delle domus di Trittolemo, Frontone, Romolo e Remo. Con l'occasione il ministro sollecitava anche l'intervento di investitori privati.

"Dobbiamo superare una volta per tutte, dichiarava Franceschini, la contrapposizione ideologica fra pubblico e privato nella cultura. Vorremmo introdurre una convenzione tipo, adeguata a tutti gli atti di liberalità, e al contempo varare una legge che preveda forti incentivi fiscali a privati e imprese che collaborino al recupero del nostro patrimonio".

Intanto nei giorni di Pasqua si è registrato un alto picco di visitatori (a Pasquetta sono stati oltre 15.500 visitatori, pari al 31% in più rispetto al 2013) a dimostrazione del grandissimo interesse turistico -e quindi anche economico- del polo archeologico, che sollecita a proseguire in tempi certi il cosiddetto Grande Progetto.

Il Grande Progetto Pompei nasce da una azione del Governo italiano che, attraverso il decreto legge n. 34/2011 (art. 2), ha inteso rafforzare l’efficacia delle azioni e degli interventi di tutela nell’area archeologica di Pompei mediante la elaborazione di un Programma straordinario ed urgente di interventi conservativi, di prevenzione, manutenzione e restauro.

Ma Con l'avvio del "Grande progetto Pompei" e l'arrivo di oltre 100 milioni di euro di finanziamenti europei, sembrerebbe che le ditte legate alla criminalità organizzata si siano ovviamente interessate ai numerosi appalti e commesse pubbliche soprattutto nel settore edile.

In passato c'erano già stati ripetuti allarmi, ma ora sembra che il pericolo sia aumentato in concomitanza con l'avvio dei programmi di riqualificazione e promozione del sito, e la Direzione distrettuale antimafia di Napoli ha dovuto aprire un fascicolo su presunti appalti sospetti nel più famoso polo archeologico del mondo: gli Scavi di Pompei.

Arch. Lorenzo Margiotta

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