Dopo la pronuncia della Corte di Giustizia Europea (che impone la gara e boccia gli accordi ex art. 15 della legge 241/90), la soddisfazione dell’OICE viene espressa dalla seguente lettera del Presidente:

Piu mercato per i progettisti e trasparenza delle AmministrazioniCon la sentenza della Corte di Giustizia Europea del 19 dicembre (causa C-159/11) sono state dichiarate illegittime le norme italiane che consentono accordi di collaborazione stipulati fra Amministrazioni e Università per affidare in via diretta e senza gara, incarichi per servizi di ingegneria e di consulenza.

L’OICE, che dal 2009 con il Prof. Clarizia e l’Avv. Pellegrino, ha avviato un contenzioso presso il Tar Lecce (vinto) e in Consiglio di Stato, accoglie con estrema soddisfazione la pronuncia dei giudici europei sollecitata dai magistrati di Palazzo Spada: "Finalmente - ha affermato il presidente OICE Luigi Iperti - si inizia a fare chiarezza su tutti questi affidamenti che spesso non vengono alla luce e si collocano in un alveo di scarsa trasparenza ed elusione delle regole di gara. Da oggi sarà chiaro che non si potranno mascherare con accordi fra Amministrazioni veri e propri contratti di appalto di servizi e si dovrà ricorrere al mercato secondo le usuali regole ad evidenza pubblica."

Da anni l’OICE si batte, infatti, contro affidamenti in house e collaborazioni fra Amministrazioni tese ad utilizzare le Università come veri e propri soggetti economici che fanno concorrenza agli operatori privati (professionisti e società), e non si occupano invece di perseguire i veri fini istituzionali che l’ordinamento affida loro: "La sentenza ha un grande pregio – ha detto Iperti - che è quello di riconoscere che le collaborazioni possono essere effettuate soltanto se si da luogo ad una reale forma di cooperazione in comune di attività fra due amministrazioni aggiudicatrici senza compensi, cosa che quasi mai in Italia avviene perché in realtà questi accordi mascherano contratti di appalto affidati in via diretta senza gara. Da oggi possiamo dire che dovrà emergere una fetta di mercato che finora è rimasta sommersa nelle sabbie mobili della Pubblica Amministrazione, senza reali controlli né sulla spesa né sulla qualità delle prestazioni. E’ un grande risultato per il settore dell’ingegneria e dell’architettura."

La vicenda oggetto della causa prendeva le mosse da un affidamento, per importo soggetto alla normativa comunitaria (oltre i 200.000 euro), riguardante servizi di studio e valutazione della vulnerabilità sismica di strutture ospedaliere, disposto dalla ASL Lecce a favore dell’Università del Salento dietro corrispettivo.

La sentenza afferma che è contraria alle direttive "una normativa nazionale che autorizzi la stipulazione, senza previa gara, di un contratto mediante il quale taluni enti pubblici istituiscono tra loro una cooperazione, nel caso in cui (e la verifica spetta al giudice nazionale) tale contratto non abbia il fine di garantire l’adempimento di una funzione di servizio pubblico comune agli enti medesimi e non sia retto unicamente da considerazioni ed esigenze connesse al perseguimento di obiettivi d’interesse pubblico".
 
Ing. Luigi Iperti - Presidente
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