Il Ministero dei Beni e della Attività Culturali ha ufficializzato alcuni dati che fanno registrare il grande aumento di visitatori nei musei e nei siti archeologici, di libri acquistati in libreria e in formato elettronico, oltre all’incremento dei biglietti venduti nelle sale cinematografiche.
Secondo il ministero è anche positivo il dato del comparto turistico, settore strategico della nostra economia.

Il nostro Paese è universalmente conosciuto per la grande ricchezza culturale che lo caratterizza: 3.609 musei; quasi 5.000 siti culturali tra monumenti, musei e aree archeologiche; 46.025 beni architettonici vincolati; 34.000 luoghi di spettacolo; 52 siti Unesco, centinaia di festival ed iniziative culturali, oltre 2000 librerie.

Questa grande offerta rappresenta non solo la nostra vera eredità (tra passato e presente) ma anche il futuro del Paese, una risorsa da valorizzare per essere elemento trainante di una nuova crescita economica nazionale.

Per il ministro Dario Franceschini il risultato conferma il piccolo trend positivo registrato lo scorso anno, anche per le librerie: le copie vendute nel primo trimestre 2015 segnano un +2.3% e +1.9% di valore di vendita. Bene anche le vendite di ebook, soprattutto tra i giovanissimi.

"La scelta degli italiani di tornare a spendere per leggere - ha dichiarato Franceschini - visitare i musei, andare al cinema o viaggiare è segno di un nuovo clima di fiducia e ripresa. I dati del primo trimestre sui consumi in cultura e turismo sono molto positivi non solo per il loro valore economico ma perché mostrano la voglia degli italiani di riappropriarsi e vivere in maniera diretta il patrimonio culturale e il presente della scena artistica".

Ma è ormai ampiamente noto come non sia sufficiente possedere una quota anche cospicua di beni culturali per attrarre automaticamente la domanda di consumo culturale.
Negli anni, infatti, l’Italia che era leader mondiale per arrivi turistici internazionali ha perso ampie fette di mercato e nel Paese il turismo, superati i contraccolpi della crisi, cresce ma meno di quanto non accada a livello internazionale.

Eleonora Tamari

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