Le cartiere Bugo si stagliano nel panorama pianeggiante di Mantova con il caratteristico profilo del ponte sospeso. Pier Luigi Nervi scelse qui di sperimentare per un impianto industriale una soluzione normalmente destinata alle infrastrutture viarie. Una scelta del tutto inedita e originale, in cui decise di sospendere la copertura a due grandi portali collocati a 164 metri di distanza.

Pier Luigi Nervi e La fabbrica sospesaE oggi si continua a ricordate il grande professionista.
Sono stati davvero numerosi gli omaggi tributati al più noto ingegnere italiano del '900, in patria e nel mondo, in occasione del centenario della nascita. Ma Nervi viene celebrato anche a Mantova con una mostra che assume caratteristiche di unicità e originalità.
Perché Nervi a Mantova? "Perché qui - afferma Angelo Crespi, presidente del Centro Internazionale d'Arte e di Cultura di Palazzo Te - Pier Luigi Nervi ha lasciato una delle sue opere più complesse e ardite dal punto di vista tecnico e architettonico, le Cartiere Burgo, la Fabbrica sospesa, appunto".

La mostra mantovana - patrocinata dalla Regione Lombardia Direzione Generale Cultura e dal Polo Territoriale di Mantova del Politecnico di Milano, sostenuta dal Comune di Mantova e dal Museo Civico di Palazzo Te e organizzata dal Centro Internazionale d'Arte e di Cultura di Palazzo Te - fa parte di un ampio ciclo internazionale di esposizioni dedicate al grande progettista e costruttore italiano, promosso dal CIVA Centre International pour la Ville, l'Architecture et le Paysage di Bruxelles insieme al MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo e all'Associazione Pier Luigi Nervi Research and Knowledge Management Project - presieduta dal nipote Marco Nervi. L'iniziativa si svolge in collaborazione con lo CSAC Centro Studi e Archivio della Comunicazione di Parma.

Sono ben dodici le sezioni della ricca esposizione di Palazzo Te, una per ognuno dei principali ambiti di attività di Nervi. Ciascuna sezione è focalizzata su un'opera, considerata icona della creatività dell'ingegnere. Plastici, disegni originali, immagini di cantiere e foto d'attualità di Mario Carrieri illustrano, capitolo dopo capitolo, l'intero percorso creativo di Nervi dall'Aula Vaticana delle udienze pontificie alla Cattedrale di St. Mary a San Francisco, alla Torre della Borsa di Montreal.

La documentazione

L'intero materiale esposto a Palazzo Te ruota attorno alla grande realizzazione nerviana per Mantova.
Ad introdurla, quasi a ricondurre i piccoli tratti disegnati nei progetti alle dimensioni enormi della realtà, saranno, collocati all'esterno della villa giuliesca, i casseri originali utilizzati esattamente mezzo secolo fa per "gettare" il solaio isostatico dei magazzini della Cartiera mantovana, capolavoro di sperimentazione sia strutturale che architettonica. Si tratta di ritrovamenti recentissimi, che gli esperti considerano fondamentali per capire meglio i metodi costruttivi di Nervi. Quelli qui esposti sono gli unici casseri nerviani sopravvissuti.

Nel 1961 Nervi accettò la sfida di progettare un edificio che si distacchi completamente dai modelli studiati in tanti anni di lavoro, sia da un punto di vista prettamente formale che da quello degli schemi statici e strutturali im­piegati: la cartiera Burgo di Mantova diventa quindi, nel tempo, un modello per via dalla sua unicità funzionale, chiarezza statica e intraprendenza compositiva.

"La cartiera Burgo si distacca dagli edifici industriali studiati in precedenza da Nervi: quello di Mantova diventa un'icona nella risoluzione di un problema funzionale complesso, ovvero quello di avere un unico ambiente lungo 250 metri, caratterizzato da una facciata libera di 160 metri, in cui concentrare varie fasi lavorative. Il risultato sarà quello di un'architettura singolare in grado di risolvere pienamente le esigenze di funzionalità della committenza con un esito di grande forza che si staglia nettamente nel panorama padano circostante: un'immagine statica che attinge più ai progetti di ponti sospesi del collega Riccardo Morandi che non all'insieme di strutture per la copertura di grandi spazi in cui Nervi era ormai un maestro capace di declinare un linguaggio consolidato e derivante direttamente da impianti formali classicisti."
E' quanto scrivono in catalogo i curatori Alberto Bologna e Cristiana Chiorino.

PIER LUIGI NERVI La fabbrica sospesa.
Mantova, Palazzo Te, 8 settembre - 25 novembre 2012.
Info: www.pierluiginervi.org - www.centropalazzote.it
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