Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ha sottolineato come i risultati della spending review abbiano portato a "numeri considerevoli: “sono numeri che in termini di aggregati di finanza pubblica sono importanti: creano, hanno creato e continueranno a creare spazio fiscale importante".

“Questo spazio – ha aggiunto Padoan - va utilizzato in modo efficace ed efficiente". "Nell'ambito dell'Eurogruppo c'è un'analisi continuativa su alcuni temi strutturali, uno di questi sono meccanismi di spending review e l'Italia – evidenzia Padoan - è regolarmente invitata per presentare le sue esperienze e viene identificata come interessante non solo per i risultati, ma perché è un luogo in cui si sperimentano nuovi meccanismi e da cui arrivano più dati".

Yoram Gutgeld

“I 30 miliardi di risparmi ottenuti grazie alle politiche di spending review sono da considerarsi all'anno e non in tre anni”, ha spiegato Yoram Gutgeld, commissario straordinario per la spending review, nel corso della presentazione della Relazione annuale alla Camera. Per lo sforzo triennale di contenimento della spesa l'Italia è prima tra tutti i Paesi Ocse, ad eccezione della Grecia.

I tagli attuati dal 2014 sono cioè strutturali e i risparmi che ne derivano vanno quindi considerati al 2017. I capitoli di spesa eliminati o ridotti nel periodo 2014-2017 ammontano esattamente a 29,9 miliardi.
La PA ha contribuito per il 24% della spesa complessiva al netto del costo del personale, mentre i comparti locali hanno contribuito per il 17%.

La spending ha creato due terzi delle risorse per il risanamento dei conti, la riduzione della pressione fiscale e il finanziamento dei servizi pubblici essenziali.
Nel nostro Paese tra il 2013 e il 2016 i consumi finali della PA sono aumentati di appena lo 0,2%, è stata migliore di paesi in procedura d'infrazione per deficit eccessivo (Spagna e Francia), di paesi che hanno avuto aiuti dalla Troika (Irlanda e Portogallo) e di paesi che hanno lanciato grandi progetti di spending come il Regno Unito.

Tra gli altri dati forniti da Gutgled ci sono anche quelli che interessano gli enti locali, gli incentivi alle fusioni dei piccoli Comuni introdotti nel 2014 hanno finora
indotto 120 Comuni a fondersi. Un risultato che, ha sottolineato Gutgeld, spingerebbe non solo a confermare la misura ma a rafforzarla ulteriormente

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