Nel 2015 in Toscana gli infortuni sul lavoro sono calati del 2,5%, ma sono aumentati invece gli infortuni mortali: sono stati 76 nel 2014 e 109 nel 2015 (fonte Cerimp/Inail).

La giunta regionale toscana, quindi, considerando ogni piccolo o grande infortunio sul lavoro una sconfitta per la sanità regionale e per le parti sociali, ha approvato la delibera che disegna il Piano strategico regionale 2016-2020 per la sicurezza sul lavoro, e destina a tutte le azioni necessarie quasi 8 milioni di euro nel quinquennio.

Una delibera completa (composta di 20 allegati) che affronta tutti gli aspetti legati alla sicurezza sul lavoro - informazione, assistenza, vigilanza, controllo, formazione, comunicazione - con l'obiettivo di migliorare le condizioni di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro in tutta la Toscana.

Una risposta ampia, organica e di lungo periodo, al problema della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro, dopo un periodo in cui, anche a causa della crisi e della mancanza di lavoro, gli incidenti mortali erano calati, ma che ora purtroppo risultano in aumento.

"Siamo partiti dai dati - ha chiarito Stefania Saccardi , assessore al diritto alla salute - Gli infortuni calano, ma crescono in modo preoccupante quelli mortali. Questo ci ha sollecitato ad andare avanti per garantire che di lavoro non si debba più morire. Ogni infortunio, ogni morto, per noi è una sconfitta."

Gli obiettivi principali

Questi alcuni dei punti salienti della delibera:
- Vigilanza.
Deve essere rigorosamente programmata, intervenendo con piani mirati di prevenzione e individuando le professionalità necessarie per eseguire i singoli interventi. Possono essere prese in considerazione anche segnalazioni anonime, dopo attenta valutazione. Nel triennio 2016-17-18 le attività di vigilanza dovranno aumentare del 10%; 3% nel 2016.

- Trasparenza e misure anticorruzione.
Sono definite con chiarezza tutte le misure atte a garantire la massima trasparenza e a prevenire, per quanto possibile, episodi di corruzione. Tra queste, la pubblicizzazione sui siti aziendali delle scelte programmatiche e dei criteri di selezione delle aziende da ispezionare; la rotazione delle coppie di operatori impiegate; la rotazione degli ambiti di intervento.

- Assistenza e informazione.
Va fatta in raccordo con le associazioni di categoria, e prevede la produzione di materiale informativo, iniziative attive per la promozione di standard di prevenzione e buone pratiche.

- Le azioni regionali per la sicurezza del lavoro.
Interventi finalizzati a favorire l'adozione da parte delle imprese di misure atte a garantire ulteriori condizioni di sicurezza del lavoro rispetto a quelle minime imposte dalla norma, anche prevedendo, se necessario, un contributo economico che ne incentivi la realizzazione e creando sinergie con altri enti pubblici, imprese, banche, ecc. Qualche esempio: dismissione, o modifica, dei trattori privi di cabina di guida; realizzazione di un sistema dedicato di interventi di primo soccorso nell'ambito delle grandi opere in località difficilmente raggiungibili dal sistema 118; assistenza medica ai lavoratori impegnati nella realizzazione di grandi opere residenti in regioni diverse dalla Toscana, senza che questi debbano rinunciare al medico dal quale sono assistiti nel comune di residenza; adozione di tecnologie per la sicurezza della movimentazione del materiale lapideo; installazione di chiusure laterali dei carrelli elevatori, che garantiscano la trattenuta del conducente all'interno della cabina, evitando lo schiacciamento in caso di ribaltamento.

- Sinergie con altri enti.
Parti sociali, RLS (Responsabili dei lavoratori per la sicurezza) territoriali, comitati consultivi provinciali presso l'Inail, CLES (Comitati per il lavoro e l'emersione del sommerso), istituiti presso le direzioni territoriali del lavoro, per attivare sinergie con gli organi impegnati nel contrasto del lavoro irregolare, per un'azione di intelligence finalizzata all'emersione di attività lavorative parzialmente o totalmente sommerse.

- Formazione.
Dai dati infortunistici emerge che una buona parte di infortuni e malattie professionali è connessa con una cattiva organizzazione del lavoro e correlata a comportamenti pericolosi, o comunque non sicuri e inadeguati da parte dei lavoratori stessi. La formazione è uno degli strumenti principali di prevenzione. L'adeguata formazione degli operatori dei servizi di prevenzione nei luoghi di lavoro delle Asl è il presupposto fondamentale per garantire la qualità degli interventi effettuati. Ma spesso la formazione punta più all'acquisizione di nozioni e norme che al cambiamento dei comportamenti e all'apprendimento pratico. Si dovrà quindi promuovere una formazione maggiormente pratica, efficace, che utilizzi metodologie interattive, per far crescere la cultura delle sicurezza e le competenze professionali di tutti i soggetti che hanno un ruolo nella "filiera" della prevenzione.

- Comunicazione. In autunno 2016 partirà un piano strategico di comunicazione, con una campagna regionale e cinque campagne locali per temi specifici (agricoltura, porti, edilizia, cave, distretto abbigliamentoe e pelletteria della Asl Toscana centro). Dalle statistiche emerge che la maggior parte degli incidenti sul lavoro possono definirsi "comportamentali". Il target principale della campagna di comunicazione saranno i lavoratori di tutti i settori, che saranno sensibilizzati su una maggiore consapevolezza del rischio e portati a pensare e agire in modo appropriato nel campo della salute e della sicurezza sul lavoro. L'altro target della campagna sono i datori di lavoro, che saranno stimolati alla messa in sicurezza dei propri dipendenti.

- Ruolo del CeRIMP.
Nella delibera si ribadiscono ruolo, funzioni e obiettivi del CeRIMP, il Centro regionale infortuni e malattie professionali, che costituisce l'osservatorio regionale per la conoscenza dello stato di salute dei lavoratori e dei fenomeni infortunistici. Il CeRIMP svolge la funzione di supporto tecnico-scientifico dell'assessorato al diritto alla salute e delle aziende territoriali, e costituisce anche il raccordo con gli altri enti che svolgono attività nell'ambito della sicurezza dei lavoratori.

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