Il Consiglio comunale di Pescara ha approvato il Regolamento che fissa i criteri operativi per gli interventi di ristrutturazione degli edifici del centro storico.

L’assessore alla Gestione del Territorio Marcello Antonelli ha presentato, per l'approvazione consiliare, la delibera sul Regolamento del Piano del Colore e dell’Arredo Urbano che disciplina le metodologie, gli strumenti e anche le tonalità autorizzabili negli interventi di ristrutturazione ordinaria e straordinaria degli edifici cittadini, a partire da quelli del centro storico.

"La progettazione di una città e dei suoi spazi – ha spiegato l’assessore Antonelli – deve saper integrare l’aspetto estetico con quello funzionale di un territorio e diventare il tessuto connettivo delle diverse realtà urbane. Affinchè ciò sia possibile occorre individuare un elemento costante di coerenza al fine di evitare interventi disomogenei che non migliorano la vivibilità, ma trasformino i luoghi in zone di degrado. Ovviamente la riqualificazione dell’ambiente rappresenta un primo passo per il recupero dell’identità della città e il Piano del Colore intende contribuire a una corretta individuazione della forma architettonica di un edificio nel suo insieme e quindi a una migliore percezione della qualità ambientale e urbana".

Per l’applicazione del Regolamento il territorio comunale è stato diviso in tre zone, ossia la zona d’interesse storico ambientale, ovvero il centro storico; la zona urbana consolidata, che comprende gli agglomerati posti tra l’attuale tracciato ferroviario e il mare, con gli assi viari principali; infine le restanti zone del territorio, che abbracciano le zone pianeggianti e collinari della città, poste a ovest del tracciato ferroviario.

Per ora il Regolamento si limita a disciplinare il centro storico, fissando regole ferree per le ristrutturazioni, ovvero tutti gli interventi inerenti la colorazione o l’esecuzione di intonaci colorati di facciate esterne degli edifici sono soggetti ad autorizzazione comunale con la domanda presentata prima dell’intervento; per gli edifici vincolati occorre anche l’autorizzazione della Soprintendenza e per la ristrutturazione di tali immobili si farà obbligatoriamente riferimento alle tracce di pittura storica rilevate o alla documentazione in archivio. Negli edifici non vincolati le colorazioni verranno stabilite dal Comune; potranno essere proposti colori diversi solo se gli stessi verranno rintracciati nella storia degli edifici attraverso un’analisi stratigrafica dell’immobile. Sugli immobili che presentano decorazioni pittoriche, le stesse andranno obbligatoriamente conservate; è vietato colorare la facciata di un edificio in modo parziale o differenziato, anche in presenza di più unità immobiliari e proprietari; e la colorazione dovrà interessare anche le parti che emergono, come le canne fumarie.

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