L'iniziativa del Governo per favorire l'acquisto o la ristrutturazione della casa (è stata anche chiamata un nuovo Piano Casa) era tra gli obiettivi iniziali che il presidente del Consiglio Enrico Letta così auspicava: una "politica fiscale della casa che limiti gli effetti recessivi in un settore strategico come quello dell’edilizia, che includa incentivi per ristrutturazioni ecologiche e affitti e mutui agevolati".

Se ci sia riuscito, è tutto da vedere. Intanto è stato decretato che la Cassa Depositi e Prestiti (la società pubblica che gestisce i risparmi postali degli italiani) metta a disposizione 2 miliardi di euro per le banche che li destinino alle famiglie per mutui agevolati.

Durante il 2012, infatti, il mercato dei mutui per la casa è crollato del 50%, con una forte azione ostacolatrice proprio delle banche che hanno allungato i loro tempi di decisione per poi ricusare le domamde di mutuo senza valide motivazioni.

Negli ultimi 6 mesi, poi, solo un 5% dei mutui richiesti sono stati erogati; eppure tutte le banche hanno ricevuto un grande aiuto dalla Banca Centrale Europea, ma per loro prevalgono la debolezza delle prospettive occupazionali dei possibili mutuatari e quindi la loro discrezionalità.

Ma la crisi economica in Italia non può diminuire se non si incentiva la ripresa dell'edilizia.
Ecco quindi l'obiettivo del governo: "favorire, attraverso la garanzia data alla banche dalla Cassa Depositi e Prestiti, la ripresa del credito per l’acquisto della prima casa".

Complessivamente l’intervento studiato dal Governo prevede azioni per 4,4 miliardi di euro, dei quali 4 miliardi a carico della Cassa Depositi e Prestiti, e 400 milioni di "interventi sociali" con fondi specifici: 60 milioni a favore dell’acquisto della prima casa per giovani coppie e lavoratori atipici sotto i 35 anni; 40 milioni al Fondo per la sospensione per 18 mesi delle rate di mutuo; 40 milioni al Fondo di copertura della morosità incolpevole per le locazioni (causata da perdita del lavoro, messa in mobilità, chiusura dell’attività, malattia); e altri per il rifinanziamento di fondi già esistenti.

Paolo Stenoli

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