Dopo il via libera della V Commissione del Consiglio Regionale pugliese e la vera soddisfazione espressa dall'ANCI Puglia, diventa operativo il provvedimento di differimento al 31 dicembre 2015 del Piano Casa varato dal Consiglio Regionale.

L'approvazione da parte Consiglio regionale della Puglia delle modifiche alla legge n. 14/09 ha permesso di estendere - per un altro anno - le agevolazioni previste dal Piano Casa: "misure straordinarie e urgenti a sostegno dell’attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale".

Con l'ottica di dare un impulso al rilancio del settore edile, che vive in preoccupante stato di crisi, è stato aumentato l’arco temporale nel quale poter realizzare interventi di ampliamento e ristrutturazione degli edifici con i vantaggi previsti dalla legge, ma senza favorire il consumo di altro suolo.

Infatti, un emendamento approvato dal Consiglio regionale e concordato anche con l'Assessore Angela Barbanente ha previsto l'obiettivo di potere utilizzare le premialità previste dalla legge 14/2009 su tutti gli edifici esistenti in qualsiasi zona omogenea degli strumenti urbanistici comunali.

Questo incentivo viene previsto anche nell'ottica di una riduzione del consumo dei territori agricoli a fini edificatori che oggi, per le note vicende di dissesto idrogeologico, assume particolare rilievo. Una iniziativa, prevista anche dal Gruppo Udc, sottesa ancora una volta alla tutela del territorio e contro la cementificazione selvaggia, così come dichiarato (durante i lavori della V Commissione) da Salvatore Negro, presidente del Gruppo regionale Udc.

Le principali modifiche sono apportate all'articolo 3 della l.r. 14/2009:
a) al comma 1 le parole: "Possono essere ampliati, nel limite del 20 per cento della volumetria complessiva, e comunque per non oltre 200 m3, gli edifici residenziali, alle condizioni e con le modalità seguenti" sono sostituite dalle seguenti: "Possono essere ampliati, nel limite del 20 per cento della volumetria complessiva, e comunque per non oltre 300 m3, gli edifici residenziali, nonché gli edifici non residenziali, limitatamente a quelli di volumetria massima pari a 500 m3, da destinare per la complessiva volumetria risultante a seguito dell’intervento, a residenza e a usi strettamente connessi con le residenze, ai sensi del terzo comma dell’articolo 3 del decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444, con esclusione degli edifici non residenziali ubicati nelle zone territoriali omogenee D) di cui all'articolo 2 del decreto del Ministro dei lavori pubblici 1444/1968. Gli ampliamenti sono possibili alle condizioni e con le modalità seguenti:";
b) al comma 1-bis le parole: "L’incremento volumetrico previsto al comma 1 può raggiungere i 350 m3” sono sostituite dalle seguenti: “L’incremento volumetrico previsto al comma 1 può raggiungere i 400 m3".

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