Da una nota del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori si apprende che gli architeti italiani e l'Ordine degli Architetti di Roma ritengono positivo il provvedimento del Consiglio dei Ministri che ha impugnato il Piano Casa della Regione Lazio relativamente ai contenuti di tipo paesistico ed ambientale, poichè pone problemi reali ed importanti sui quali occorre riflettere.

Piano Casa del Lazio impugnato dal Consiglio dei MinistriIn particolare i professionisti hanno espresso la loro convinzione che la gestione del patrimonio urbano e territoriale debbano essere sviluppati, alle diverse scale d'intervento, in modo coordinato e consapevole mantenendo una coerenza ed un controllo nazionale sulle questioni di tipo paesistico ed ambientale.

L'impugnativa disposta dal Consiglio dei Ministri alla legge regionale 10/2011, cosiddetto 'Piano Casa' approvato dal Consiglio regionale del Lazio, si concentra solo su tre profili specifici di problematicità, sollevati in due casi dal Ministero della Cultura ed in uno dal Ministero dell'Ambiente: le aree naturali protette, i parchi e le coste.

Secondo Amedeo Schiattarella, presidente dell'Ordine degli Architetti di Roma "la semplificazione delle procedure relative all'approvazione di strumenti urbanistici ed edilizi a livello locale è una grande opportunità, ma deve essere gestita in modo consapevole e coerente, proponendo modelli capaci sia di instituire regole certe e coerenti, sia di velocizzare gli iter procedurali sia, altresì, di valorizzare l'immenso patrimonio edilizio ed ambientale italiano".

Anche il presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Leopoldo Freyrie, si è espresso pesantemente dichiarando che "il rischio di questo tipo di provvedimenti incoerenti si sostanzia, tra l'altro, in una procedura che non tiene nella dovuta considerazione i problemi specifici delle aree di particolare pregio ambientale e vanifica ogni norma e battaglia culturale volta a tutelare un bene non rinnovabile come quello del territorio.In questo senso l'intervento del Ministro Galan rappresenta una misura necessaria".

Nell'impugnazione, infatti, si contesta tra l'altro la norma sui programmi integrati di riqualificazione urbana e ambientale, che attribuisce a questi strumenti comunali "il recupero e la riqualificazione di aree sottoposte a vincoli ambientali e paesaggistici compromesse da degrado ambientale", nonché le scelte sull'espansione edificatoria, mediante il "trasferimento della edificazione esistente o prevista nelle aree di valore paesaggistico".

Data la gravità degli argomenti e della situazione in atto, si è svolto ieri, nella sede della Direzione nazionale del Pdl, un incontro tra il segretario politico nazionale del Pdl, Angelino Alfano, con la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, alla presenza dei tre coordinatori nazionali, Sandro Bondi, Ignazio La Russa e Denis Verdini, unitamente all'intera classe dirigente del Pdl laziale e a tutti gli assessori del Pdl della Giunta regionale.

A conclusione dell'incontro, il segretario Alfano ha assicurato l'avvio di un Tavolo di confronto politico permanente, al fine di valorizzare e sostenere in modo fattivo e costante le tematiche di preminente interesse della Regione Lazio.

L'auspicio dei professionisti italiani e romani è dunque quello che, anche se attraverso il pronunciamento richiesto alla Corte Costituzionale, si possano chiarire i limiti e le competenze della legislazione urbanistica locale riaffermando la necessità di agire sul territorio e sulla sorte dei beni tutelati in modo consapevole e rispettoso delle leggi.
Comunque si spera che possa essere questa una grande occasione di chiarimento in merito alle linee di sviluppo di numerose aree paesaggistiche italiane.

Arch. Lorenzo Margiotta
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