Nel mondo e particolarmente in Europa, dato l’attuale difficile scenario economico, le aree urbane possono rappresentare una buona leva strategica per rilanciare la crescita.

Piano Casa Piano Citta Emergenza abitativaIn questa prospettiva l’Ance ha rivolto attenzione e proposte sulle città nella convinzione che possano costituire una leva di sviluppo equo e sostenibile.
Serve riprogettare la città in termini di sostenibilità ambientale e migliore qualità della vita; quindi è necessaria una politica della città sostenibile con la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente.

In quest’ottica la rigenerazione urbana rappresenta un nodo essenziale per il futuro, ed è per questo motivo che risulta tra i principali obiettivi del Piano per le città, proposto prima dall’Ance, e che poi ha trovato corpo anche nel recente Decreto Sviluppo del Governo.

Il Piano per le città

A distanza di tre mesi dall’approvazione del Piano per le città, il primo risultato è la consapevolezza che al centro della ripresa economica ci sia il ruolo della casa, espressione di una domanda abitativa tutt’altro che scomparsa.

Si è consapevoli che nelle città italiane emerge il dato fortemente negativo di un marcato declino demografico; eppure, le aree urbane continuano ad attrarre popolazione, soprattutto nelle aree del centro Nord.

Durante il convegno "Cosa Succede in Città - le strategie urbane per la competizione dei territori" organizzato a Milano il 21 novembre scorso presso la Triennale, è stato ribadito che l’evoluzione della struttura demografica ha importanti riflessi anche sul mercato abitativo che, influenzato dal perdurare delle difficoltà economiche legate alla crisi, determina a sua volta una forte redistribuzione della popolazione dai comuni capoluogo a zone più esterne, verso le prime e, ormai, soprattutto verso le seconde cinture urbane, dove i valori immobiliari sono più bassi.

Reintervenire sulle parti della città esistente può rappresentare, quindi, una grande opportunità per dare risposte più efficaci alla domanda abitativa.

La fase operativa

Ma per Paolo Buzzetti, presidente dell'ANCE, è tempo ormai di passare subito alla fase due del Piano.
“La situazione di crisi non giustifica perdite di tempo” ha detto Buzzetti, cosicchè sarà bene che la "Cabina di regia" voluta dal Governo passi subito alla vera e propria istruttoria delle proposte presentate dai Comuni e all’assegnazione dei finanziamenti statali.

E' bene quindi che si proceda con i "contratti di valorizzazione urbana" previsti dal Decreto Sviluppo (DL 83/2012), perché si possa dare un ruolo determinante agli interventi urbani, visto che la casa e la città sono ancora i motori di una possibile ripresa economica.

Paolo Buzzetti, infatti, ha ricordato che "negli anni della ricostruzione fu proprio la casa a far ripartire il Paese, e poi ancora negli anni del boom economico furono sempre la casa e il comparto immobiliare ad essere i protagonisti della nostra economia".

Arch. Lorenzo Margiotta
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