E’ questo il messaggio lanciato dall’OICE, l’Associazione delle società di ingegneria e architettura aderente a Confindustria, nella Tavola rotonda organizzata a Roma dal titolo “Nuove regole sugli appalti: una sfida e una opportunità per progettisti e imprese” per fare un primo bilancio sulla riforma della disciplina dei contratti pubblici, alla luce dei primi due mesi e mezzo di entrata in vigore del decreto legislativo 50/2016 e dell’emanazione delle prime linee guida ANAC.

Dalla Tavola rotonda sono emersi giudizi positivi su molti aspetti del nuovo codice e della soft law ANAC, in particolare per quanto riguarda il tema della valorizzazione del progetto e della sua centralità. Su alcuni punti critici registrati in questi mesi le Istituzioni si sono dette disponibili a ragionare, ma non prima di una attenta verifica sull’applicazione delle nuove norme.

Per il Presidente dell’OICE, Gabriele Scicolone, il giudizio sul nuovo codice è largamente positivo: “L’entrata in vigore del nuovo codice dei contratti pubblici ha rappresentato per tutto il nostro settore una novità di grande impatto e rilievo e di questo dobbiamo dare atto a Governo e Parlamento. Elementi come la valorizzazione della fase progettuale, la qualificazione delle stazioni appaltanti, l’affidamento dei lavori sulla base di un progetto esecutivo accuratamente predisposto e verificato, l’aggiudicazione delle gare di ingegneria e architettura con il criterio dell’OEPV, il rafforzamento del ruolo dell’ANAC, la riallocazione delle funzioni delle stazioni appaltanti, l’introduzione graduale del BIM rappresentano per l’OICE un valore assoluto e rispondono ad una reale esigenza del mercato.”

Premesso il giudizio positivo, la valutazione su questi primi due mesi è prudente: "Come tutte le riforme - ha detto Scicolone - il nuovo codice è perfettibile, ma allo stesso tempo necessita di un periodo di metabolizzazione da parte sia degli operatori economici, sia delle stazioni appaltanti. Ed è anche normale che vi sia stata una diminuzione dei bandi (circa il 45% nel nostro settore). A ciò vanno aggiunti, peraltro, anche i tempi necessari per passare dal vecchio regolamento del codice (dpr 207/2010) alla cosiddetta “soft law” affidata a numerosi e più flessibili provvedimenti. Proprio su questo aspetto abbiamo apprezzato i contenuti delle linee guida ANAC, che hanno recuperato molti profili del dpr 207 e che hanno dato un positivo elemento di chiarezza nel senso della trasparenza e della tutela del mercato."

In prospettiva, anche rispetto alle ipotesi di correttivo da emanare entro i prossimi mesi, il Vice Presidente OICE per gli sviluppi legislativi, Giorgio Lupoi, ha chiesto al Governo e al Parlamento di “incidere ancora di più sia con il codice, sia con la soft law per rendere ancora più efficace la riforma. La disciplina sui consorzi stabili, ad esempio, ci sembra molto penalizzante e non viene incontro all’esigenza di fare crescere il settore e le sinergie stabili fra chi opera sul mercato; occorre incidere maggiormente sulla trasformazione dei RUP in effettivi project manager, qualificati per quanto hanno fatto in passato e supportati da chi fa ingegneria e architettura e non da società di consulenza che nulla sanno del nostro mercato; va inoltre considerato se possa avere senso scegliere i RUP sul mercato, come fanno gli investitori privati e come già accaduto in passato (Fiera di Milano docet).”

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